A distanza di cinque mesi dalla chiusura forzata, torna finalmente operativa l’isola ecologica di via Castel del Monte a Corato. Il centro comunale di raccolta riapre ai cittadini dopo il periodo di stop legato al sequestro preventivo disposto dalla Capitaneria di Porto di Molfetta, che aveva rilevato alcune irregolarità negli impianti di gestione delle acque meteoriche presenti nell’area.
Il provvedimento era scattato lo scorso novembre a seguito di un’ispezione del Nucleo Operativo Polizia Ambientale della Capitaneria di Porto di Molfetta. Durante i controlli erano emerse alcune non conformità nel sistema di raccolta e smaltimento delle acque piovane del piazzale del centro di raccolta. Per questo motivo era stato disposto il sequestro cautelare dell’area, finalizzato a prevenire possibili danni ambientali e a consentire l’esecuzione degli interventi necessari per la messa a norma dell’impianto. Per garantire comunque la continuità del servizio era stata attivata una postazione mobile sempre nei pressi di via Castel del Monte, utilizzata come soluzione temporanea per il conferimento dei materiali.
In attesa dei lavori già previsti prima del sequestro, l’isola ecologica torna ora a svolgere la propria funzione di punto di raccolta per diverse tipologie di rifiuti. Restano tuttavia alcune limitazioni, non è ancora possibile conferire rifiuti ingombranti e materiali particolari, che continueranno a essere raccolti presso la sede della Sanb in via Mangilli.
La vicenda non è passata inosservata sul piano politico. Tra i primi a sollevare perplessità era stato il consigliere comunale Michele Lotito, capogruppo di «Nuova Umanità», che aveva posto l’attenzione sul fatto che il sequestro fosse arrivato a distanza di pochi mesi dalla riapertura della struttura, già interessata da lavori di riqualificazione.
«È singolare che una struttura riaperta dopo lavori e investimenti venga sequestrata dopo pochi mesi - osserva Michele Lotito -. Episodi come questo devono spingere a una riflessione: quando si interviene su servizi pubblici essenziali, progettazione, controlli e verifiche devono essere ancora più accurati prima di riconsegnare le opere alla città».
Lotito chiude poi chiedendo di allargare lo sguardo anche ad altri interventi pubblici recenti. «L’auspicio – conclude – è che situazioni simili non accadano più. Purtroppo negli ultimi mesi abbiamo assistito a diversi lavori pubblici che, a distanza di poco tempo dalla loro conclusione, presentano già criticità. Basta guardare anche agli interventi dell’ecoestramurale, che, dopo un finanziamento di oltre sei milioni di euro, sono sostanzialmente ridotti alla sola sostituzione dei marciapiedi e che, a poco più di tre mesi dalla consegna dei lavori finanziati con fondi del Pnrr, mostrano già diversi problemi. È un segnale che dovrebbe far riflettere sulla qualità della programmazione e sulla cura con cui vengono realizzate le opere pubbliche».
















