serie b
Bari, una gemma nella polvere: Rao accende la speranza
Prima scommessa, poi dimenticato, ora è l’arma per la salvezza
Prima un’intrigante scommessa, poi quasi un dimenticato, ora è l’imprescindibile arma di Moreno Longo. La stagione di Emanuele Rao ha vissuto una strana altalena, ma ora sembra davvero avviata a decretarne la fragorosa esplosione. In una B alla disperata caccia di talenti da proporre al piano superiore, il ragazzo originario di Rovereto sta mostrando davvero di possedere una marcia in più.
Esterno offensivo dotato di fisico compatto (181 cm per circa 75 kg), scatto bruciante e resistenza, tiro secco e preciso, ora si sta specializzando anche a partire da posizione più accentrata, agendo come uno dei due trequartisti nel 3-4-2-1 biancorosso. La tendenza, però, resta di cercare costantemente la prediletta fascia sinistra che utilizza per sfidare il dirimpettaio di turno in continui uno contro uno, mirati talvolta ad andare sul fondo per cercare il cross pur utilizzando il piede debole (il sinistro), oppure per convergere sul destro e cercare la conclusione. Più volte ha dichiarato di ispirarsi a Rafael Leao: ebbene, pur essendo più ala e meno attaccante rispetto al portoghese del Milan, in parte lo ricorda per la potenza e la capacità innata di dare profondità alla squadra.
LA SFIDA AL DIABETE e QUEL LEGAME SPECIALE La storia di Rao è ormai nota: da bambino gli è stato diagnosticato il diabete di tipo 1, ha affrontato cure e ricoveri ospedalieri, ma senza mai rinunciare al suo sogno. Grazie a cure moderne e alla gestione della patologia, è diventato professionista, rendendo pubblica la sua vicenda con il messaggio forte di non considerare il diabete come un limite ai propri sogni. La Spal è la culla dove si mette in luce: finisce nel mirino di tutte le big italiane, ma si muove prima di tutti il Napoli che lo ha vincolato fino al 2030. Scontato, tuttavia, che in azzurro non potesse trovare la continuità di cui ha bisogno, così, quasi automaticamente data la comune proprietà, si è palesata l’opportunità del Bari. E qui ha giocato un ruolo fondamentale Mirco Antenucci, ovvero l’uomo che con i suoi gol (60 in quattro stagioni) ha condotto i Galletti dalla C alla finale playoff per la A (nella storia del Bari è secondo nella classifica marcatori «all time», alle spalle del solo Luigi Bretti): alla Spal sono stati fianco a fianco e l’ex bomber di Roccavivara nota una gemma pur nella polvere del club ferrarese avviato verso il default. Spingerlo verso il San Nicola è stato un atto quasi dovuto.
TRE MISTER, ALTRETTANTE FORTUNE Nel 4-3-3 teorizzato da Fabio Caserta, Rao partiva come alternativa ai vari Partipilo, Antonucci e Sibilli che, però, per vari motivi ben presto si sono sfilati dalla contesa. Nei primi sette turni, Emanuele è costantemente utilizzato, restando in panchina soltanto contro la Sampdoria e partendo titolare contro il Padova. Quindi infila altri tre match senza minuti all’attivo per poi rivedersi part time con Spezia e Frosinone. Gli otto match della gestione di Vincenzo Vivarini rappresentano il momento più delicato: solo scampoli contro Empoli, Juve Stabia e Avellino, resta a guardare contro Pescara e Carrarese, quindi disputa un tempo nel match di ritorno con la Juve Stabia. A metà gennaio arriva Moreno Longo e il suo destino cambia. Con l’allenatore piemontese è puntualmente titolare, ad eccezione delle sfide contro Spezia e Sudtirol nelle quali è comunque impiegato, malgrado venisse da un lieve acciacco muscolare. Arrivano anche i primi gol, tremendamente pesanti: i guizzi contro Cesena ed Empoli insieme alla doppietta con la Reggiana fruttano tre vittorie, l’unica perla inutile è contro il Sudtirol. Va a rete in vari modi: accentrandosi da sinistra e calciando di destro sul palo lontano (contro Cesena e Sudtirol), chiudendo con precisione l’azione grazie all’inserimento sul secondo palo (con Empoli e Reggiana) oppure d’opportunismo, senza pensarci un attimo, come è stata la seconda rete contro i granata.
i suoi numeri La sua stagione finora recita, quindi, così: 24 presenze, cinque reti, un assist vincente, due ammonizioni, 1.061’ in campo. Per un esordiente nella categoria, si potrebbe persino parlare di campionato oltre le più rosee previsioni. Eppure, Emanuele non può accontentarsi. Né per il Bari può bastare così. Oggi Rao si è conquistato sul campo la responsabilità di essere tra i maggiori incaricati di condurre la barca in porto. Per estro, accelerazioni e iniziative è il biancorosso più temibile e imprevedibile. E poco importa che sia uno dei più giovani: più piccoli di lui sono soltanto Traorè e De Pieri. Il 28 marzo compirà vent’anni: il campionato sarà fermo e lui spera di regalarsi una sosta all’insegna della serenità. Il Napoli lo monitora e valuta se prenotare per lui già un futuro azzurro. Lo osservano altre big italiane e persino la premier. Ma ora conta solo la salvezza del Bari. Un traguardo che sarebbe anche l’unica possibilità per vederlo ancora in biancorosso...