fine delle polemiche

Bari, stop ai doppi turni alla «G. Cesare-Romanazzi»: riapre la scuola «Del Prete»

DONATELLA LOPEZ

Da domani 16 marzo, nove classi dell'istituto di viale Einaudi saranno ospitate nell’ex scuola elementare. Così, dopo anni di silenzio, la campanella della «Carlo del Prete» tornerà a farsi sentire

La circolare 250 del 10 marzo ufficializza il trasferimento di 9 classi del Giulio Cesare-Romanazzi alla scuola Carlo Del Prete a partire da domani. Si tratta di quattro prime e cinque seconde, come disposto dalla dirigente dell’istituto Rosangela Colucci. Un provvedimento che mette fine ai doppi turni introdotti a causa del sovraffollamento nel plesso di viale Einaudi prodotto dai lavori di riqualificazione finanziati con fondi del Pnrr e dalla fusione tra il Giulio Cesare e il Romanazzi, quest’ultimo buttato giù e ricostruito grazie a finanziamenti intercettati dalla Città metropolitana e disponibile dal nuovo anno scolastico.

Così, dopo anni di silenzio, la campanella della «Carlo del Prete» tornerà a farsi sentire e ad annunciare l’inizio delle lezioni in una scuola «scippata al territorio e alla comunità», come dichiarato dalla presidente dell’associazione Scuole diffuse in Puglia, Terry Marinuzzi. E chissà che tra i banchi di quelle nove aule non tornino a sedere proprio quei bambini che un tempo aspettavano di entrarci in grembiule e ora diventati adolescenti.

Risale a cinque anni fa il trasloco degli uffici del 2° Municipio in quello che era stato l’edificio scolastico dei più piccoli del quartiere Carrassi. Una scuola in stile Liberty, costruita nel 1928, che per 93 anni ha fatto da sfondo alla crescita di intere generazioni di alunni e insegnanti attraversando diverse stagioni dell’istruzione: dai tempi dell’unico sussidiario fino alle trasformazioni dell’offerta formativa.

«Durante la pandemia – ricorda Terry Marinuzzi – riflettemmo sulle questioni relative all’edilizia scolastica giungendo alla richiesta che fosse posta al centro dell’agenda politica. Invece, a distanza di sei anni, siamo ancora costretti a occuparci di come risolvere le emergenze e quando ragioniamo di urbanistica lo facciamo sulle esigenze degli adulti, e mi riferisco al trasferimento degli uffici del 2° Municipio alla Del Prete disposto dalla precedente amministrazione».

Una scelta contestata, da cui scaturì anche la nascita del comitato cittadino «Salviamo la Del Prete».

«Non è più semplice che si adattino gli adulti a lavorare in spazi meno comodi? – prosegue Marinuzzi -. Se i piccoli stanno bene, quel benessere si riversa nelle famiglie. Perché è importante conciliare anche i tempi della città. E la “Carlo del Prete” era tra le pochissime scuole ad avere attivo il tempo pieno».

Va da sé che la contrazione delle nascite abbia influito sulla gestione delle scuole del primo ciclo, ma con un po’ più di lungimiranza si poteva rigenerarle per accogliere i ragazzi delle superiori.

«La metà delle scuole in Italia non ha il certificato di agibilità – riferisce Marinuzzi – e licei e istituti tecnici del nostro territorio versano in condizioni critiche. Ma perché i problemi non vengono affrontati per tempo? A questo punto credo che il 2° Municipio, che ora ha una nuova presidenza, debba ragionare sull’opportunità di continuare a occupare gli spazi della Del Prete. Una scuola ha bisogno di una scuola. Ci sono istituti superiori in grave difficoltà allocati in strutture private».

«Manca una governance efficace del territorio che possa arginare lo spreco e finalmente attivare un piano dei tempi della città - conclude Marinuzzi -. Nel frattempo, abbiamo le scuole invase dalla tecnologia, da lavagne multimediali, ma in difficoltà nella manutenzione e nella rigenerazione degli edifici».

Privacy Policy Cookie Policy