Dopo le proteste

Bari, ecco come sarà il «Romanazzi»: una scuola da sogno, dopo tutti i disagi

DONATELLA LOPEZ

Il cantiere in via Celsio Ulpiani chiuderà a settembre lasciando spazio al nuovo edificio. Leccese: «Bari è la prima Città Metropolitana per entità di fondi Pnrr ottenuti». Sarà più di un investimento pubblico: la risposta al caos dei doppi turni

Un sogno. Da settembre Bari avrà un «palcoscenico didattico» simbolo di rinascita di una scuola che oggi fa i conti con i doppi turni, ma ancora solo per una manciata di giorni. Da settembre, invece, il Romanazzi tornerà a imporsi in via Celso Ulpiani in un edificio moderno, luminoso e sostenibile. Una scuola che ospiterà 678 studenti distribuiti in 35 aule, oltre al personale docente e amministrativo.

Un progetto, firmato da tre differenti studi di architettura e di ingegneria, che rientra tra quelli finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Risorse economiche ottenute dalla Città metropolitana per riqualificare il patrimonio immobiliare. Ma parte della liquidità proviene anche dal Fondo opere indifferibili e dal Conto termico Gse con l’obiettivo di sostituire edifici obsoleti con strutture innovative, sicure ed energeticamente efficienti. Un contenitore innovativo di formazione, cultura e socializzazione, che accompagnerà i giovani nel percorso di crescita verso la maturità.

Stando alla relazione tecnica delle opere architettoniche diventata realtà, la scuola accoglierà un indirizzo tecnico-professionale e un liceo linguistico. Si svilupperà su quattro livelli per una superficie complessiva di oltre 6.100 metri quadrati. Il cuore del progetto è rappresentato da un grande atrio centrale definito dai progettisti «palcoscenico didattico». Un atrio «ellittico che fora l’intero volume per tutti i suoi piani e sul quale affacciano le attività collettive». Una scuola che così si trasforma in teatro della conoscenza con ambienti pensati per favorire l’incontro, lo scambio e la partecipazione.

Al piano terra troveranno spazio le funzioni aperte al pubblico, come l’auditorium, gli uffici amministrativi e un punto ristoro. Le aule saranno distribuite lungo i fronti perimetrali, mentre i laboratori – tra cui quello artistico affacciato a Nord con vista sul parco – sono stati progettati con pareti mobili per consentire configurazioni flessibili: dalle lezioni tradizionali, alle esposizioni dei lavori degli studenti...

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