Serie B
Bari, Longo cerca la svolta in casa della Samp: «Fuori le unghie»
Venerdì sera si gioca l'anticipo: i biancorossi sono alla ricerca di una vittoria. L'allenatore: sappiamo benissimo e siamo molto consapevoli della necessità di vincere le partite. Senza fare bottino pieno è impossibile raggiungere l’obiettivo salvezza
Moreno Longo, il tempo scorre, inesorabile. E ogni partita «assomiglia sempre più a un dentro o fuori.
«Ogni partita è di vitale importanza. Queste etichette le ho sentite anche qualche settimana fa. Normale che, dopo tre-quattro gare, si torni a parlare di partita della vita. Lo sappiamo benissimo e siamo molto consapevoli della necessità di vincere le partite. Senza fare bottino pieno è impossibile raggiungere l’obiettivo salvezza. Ogni gara deve essere un’opportunità. È inutile continuare a forzare caricando la prossima partita, diventa una spapa di Damocle».
Sampdoria e Bari, per mesi, sono state accomunate da problemi abbastanza sovrapponibili. Ma il mercato di gennaio sembra aver creato un solco. La squadra ligure ha cambiato passo, i pugliesi no.
«I nuovi stanno crescendo, sapevamo delle problematiche che potevano avere nell’inserimento in un calendario serrato. Non erano settimane normali, nei prossimi 20 giorni avremo altre sei partite. Il prossimo obiettivo è cercare di migliorare come squadra, come prestazione. Mi auguro di trovare quella continuità che ci serve per raggiungere l’obiettivo».
Il Bari ha il peggior attacco del campionato di serie B. È il momento di usare con uni schieramento più spregiudicato? Magari con due attaccanti puri e Rao alle spalle.
«Sappiamo di dover segnare ma anche di non dover concedere il fianco all’avversario. È un’opzione che valutiamo ma, per esempio, a Padova avremmo potuto vincere anche con il sistema di gioco solito. Rispetto ad altre partite abbiamo avanzato una proposta di gioco pericolosa e siamo andati vicino al gol. In altre gare siamo stati invece sterili ma io credo che con il lavoro e con il miglioramento generale possiamo proporre anche un altro assetto».
Al di là di un sistema di gioco che preveda uno o due attaccanti è necessario battere altre piste che alzino il livello di pericolosità offensiva e nella fase realizzativa.
«Stiamo insistendo proprio su questo aspetto, non tanto sul cercare il gol quanto sull’andarselo a prendere. Una squadra che deve salvarsi come la nostra non diventa una macchina da gol all’improvviso. Dobbiamo invece coinvolgere il maggior numero di giocatori possibili con il maggior numero di situazioni possibili».
Questione capitano. La fascia è finita prima sul braccio di Dorval e poi su quello di Mantovani.
«Il capitano rimane Pucino, naturalmente quando gioca. La scelta di Mantovani sabato è stata tecnica. Valerio sarà il vice e sarà il capitano quando Pucino non giocherà».
Per salvarsi serve avere il «fuoco dentro». Una condizione indispensabile.
«Sul piano del mettercela tutta abbiamo il mood giusto, questo ovviamente è legato anche alla condizione. Se non stai bene fai fatica a dare la sensazione di voler dare tutto. Vedo gente crescere sul piano atletico e mentale. E quest’ultimo passaggio lo considero vitale. Bisogna saper stare dentro la partita con le unghie e la voglia. Visto il poco tempo a disposizione, se non abbiamo queste due caratteristiche diventa impensabile tutto quello che continuiamo a dirci. Sicuramente a Padova abbiamo visto cose diverse, da cavalcare e migliorare. Siamo stati in partita fino alla fine ed è così che si sta dentro questo tipo di campionato».
Se l’attacco stenta non si può certo dire che la difesa goda di ottima salute. Il Bari continua a incassare reti con una facilità disarmante.
«Spesso sono figli di errori di attenzione. Spesso non si è lavorato per come ci si allena o secondo i nostri principi. Questo fa rabbia perché non abbiamo riportato in campo quanto fatto in questi giorni di lavoro».
Che aria tira nell’infermeria biancorossa?
«Abbiamo ancora fuori Verreth, Dickmann e Darboe per questa partita. Vediamo se per l’Empoli qualcuno recupera. Ci sono poi situazioni da valutare, come Odenthal e Rao».
Si continua a dire che quest’anno si vede un Longo diverso rispetto allo scorso campionato.
«Ogni stagione è diversa da un’altra. Io sto cercando di trasmettere ai ragazzi la mia intensità. Cerco di non lasciare nessun dettaglio da parte, se mi arrabbio è solo per spronarli. Sanno che siamo tutti dalla stessa parte, l’obiettivo salvezza è di tutte le componenti. Se il Bari si salva, ne traiamo beneficio tutti. Se non si salva, ci perdiamo tutti».
Artioli sembra essersi inserito bene.
«A Padova ha dimostrato personalità, si è preso responsabilità dentro il campo. Ha dato buoni tempi e linee di passaggio alla squadra. Anche lui ha ha fatto un po’ di fatica a recuperare in questi giorni, stiamo valutando anche questa situazione».
De Pieri ha regalato un pizzico di vivacità.
«Nell’ultima partita è entrato bene ma deve iniziare a dare peso alle giocate. Parlo di passaggi che fanno saltare il banco, ha avuto la possibilità di innescare due ripartenze in cui potevamo fare davvero male. Deve fare questo salto».
Cosa manca a questo Bari?
«La squadra durante la settimana lavora bene. Ma io oggi dico che preferisco una squadra che si allena male e poi mi fa 90 minuti di spessore in campo. Ho visto tanti calciatori che in carriera magari non si allenavano bene ma poi rispondevano presente quando fischia l’arbitro. Questo è un aspetto caratteriale su cui dobbiamo lavorare e incidere».
L’intensità del calendario... mette i brividi.
«Fare troppe riflessioni è inutile, noi dobbiamo cercare di tirare fuori sempre il massimo da ogni situazione. La prossima si chiama Sampdoria e pensiamo solo a questo».