Serie B

Bari, in 24 giorni c'è un destino da rivoltare per evitare la C

La trasferta in casa Samp aprirà un ciclo di 6 partite infuocate. In 12 turni Longo deve raccogliere lo stesso bottino conquistato finora. I doriani in casa hanno conquistato 22 punti in tredici incontri

La speranza di una prodigiosa rimonta, l’assalto alla salvezza dalla porta di servizio o lo spauracchio di una terribile agonia. Il Bari deciderà il suo destino in soli 24 giorni. Dall’anticipo di venerdì contro la Sampdoria alla sfida del 22 marzo contro la Carrarese, sono addirittura sei le tappe che scandiranno il destino biancorosso. Meno di un mese con ben due turni infrasettimanali, prima della sosta per lasciare spazio ad un’altra rincorsa, quella che la Nazionale dovrà centrare per partecipare al Mondiale americano. Da tempo si parla di ultima spiaggia, finali, match da dentro o fuori. Ma stavolta non si tratta di frasi fatte. Mancherebbe materialmente il tempo per rimediare. Se i biancorossi non trovano la scintilla per cambiare passo, allora non si tornerà più indietro.

UNO SPIRAGLIO A MARASSI - Come era prevedibile, la media salvezza si sta elevando: ancora una volta, per blindare la serie B occorreranno circa 43 punti. Ciò significa che in dodici turni, i biancorossi dovrebbero ottenere praticamente lo stesso bottino (21 punti) che hanno ottenuto in 26 giornate (22 i punti incamerati). Provando a ipotizzare una prodigiosa rimonta, i pugliesi dovrebbero vincere almeno cinque delle sei gare interne (provando a battere Empoli, Reggiana, Carrarese, Modena ed Entella), centrare un blitz (Pescara l’occasione più alla portata) e racimolare tre pareggi (i più accessibili sembrano nelle trasferte contro Sampdoria, Avellino e Catanzaro). In pratica, ci si potrebbe fermare soltanto contro le tre big in corsa per la promozione diretta, ovvero nei viaggi a Monza e Frosinone, nonché in casa con il Venezia. E se questa può essere una road map ideale, è scontato che adesso il mirino vada sulla stretta attualità. Perché questa squadra non poggia su alcuna certezza. Disastroso sia il rendimento esterno (otto punti in 13 trasferte, con una sola affermazione e appena nove reti all’attivo), pessimo pure il ruolino casalingo, con 14 punti in 13 match, soltanto tre affermazioni ed il successo che manca addirittura dallo scorso 2 novembre, con l’1-0 sul Cesena.

Ecco perché, dovendo ricercare l’imponderabile, al Bari servirebbe il colpaccio a Marassi. Proprio nella più improbabile delle occasioni. Perché la Sampdoria nel mercato invernale si è realmente rafforzata e, dopo essere caduta il 10 gennaio ad Avellino, ha infilato tre successi ed altrettanti pareggi per poi ritrovare la sconfitta nell’ultimo turno a Mantova. In casa vanta un ruolino da playoff, con 22 punti in 13 match: tre i ko interni, ma l’ultimo risale al 2 novembre e da allora ha inanellato addirittura cinque vittorie e due pari tra le mura amiche.

Nettamente più in difficoltà è l’Empoli: memorabile il 5-0 rifilato ai Galletti all’andata, inaugurando al peggio la breve parentesi di Vincenzo Vivarini sulla panchina pugliese. I toscani a lungo hanno viaggiato nei playoff fino al brusco calo avvenuto dal 17 gennaio in poi con quattro sconfitte e tre pareggi. Il primo trittico si concluderà l’8 marzo a Pescara: la Cenerentola della B conta quattro punti in meno della formazione guidata da Moreno Longo, ha la peggior difesa con 51 gol subiti, il peggior rendimento interno con soli undici punti all’attivo. Eppure, gli abruzzesi nelle ultime dieci giornate hanno vinto due volte e raccolto otto punti: un bottino misero, ma comunque migliore di quello barese con sei punti e un solo successo.

SCONTRI VERITÀ - Passeranno sei giorni tra la trasferta di Pescara e il match interno con la Reggiana che aprirà il secondo e ultimo trittico del campionato. Sarà l’ultimo snodo per il Bari che avrà due scontri in casa dall’importanza capitale. Il primo sarà proprio con gli emiliani, ora distanti tre lunghezze. Si tratta di una delle poche squadre su cui poter ipotizzare una rincorsa. Il trend granata è assimilabile a quello del Bari con sei punti nelle ultime undici giornate, una serie nerissima con sei ko di fila spezzata dal pari interno con la Juve Stabia, quindi la nuova caduta a Catanzaro e i timidi segnali colti nelle ultime tre uscite, con l’affermazione sul Mantova e i pareggi colti con Empoli e Avellino. Battere la formazione di Dionigi, inoltre, consentirebbe di rimettere in equilibrio il rovescio dell’andata: un particolare da non sottovalutare nell’ottica della classifica avulsa. Seguirà il proibitivo impegno a Frosinone, con i ciociari terzi, a tre punti dalla vetta, in piena corsa per la A diretta e solidi al punto da aver perso una sola volta negli ultimi 19 turni. Infine, il confronto con la Carrarese al San Nicola: i toscani hanno ancora un discreto margine sui playout (quattro punti), ma vengono da quattro sconfitte nelle ultime cinque gare, a ricordare che la salvezza è ancora tutta da costruire. Il Bari, invece, è chiamato ad alimentare un miracolo. In caso contrario, l’oblio sarebbe dietro l’angolo. Con tutti i punti interrogativi su un futuro mai così indecifrabile. [r.s.]

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