Serie B
Volpi, ex del Bari : «Samp rinforzata con Brunori ed Esposito. Servirà coraggio»
Venerdì sera al «Ferraris» andrà in scena un anticipo che può incidere in modo significativo sugli equilibri della zona bassa del campionato, Sampdoria e Bari si affrontano per la 27ª giornata con obiettivi urgenti
Bari già in proiezione venerdì sera al «Ferraris», dove andrà in scena un anticipo che può incidere in modo significativo sugli equilibri della zona bassa della B. Sampdoria e Bari si affrontano per la 27ª giornata con obiettivi urgenti: i blucerchiati cercano continuità dopo i recenti segnali di crescita, i biancorossi sono chiamati a reagire a una classifica che li vede penultimi e a una serie di risultati che non produce ancora la svolta attesa. Per il Bari, un passaggio delicato tra difficoltà strutturali emerse nel corso della stagione. A offrire una chiave di lettura autorevole è Sergio Volpi, doppio ex della sfida, pronto ad analizzare il momento delle due squadre.
Volpi, il Bari è penultimo e arriva da una serie di risultati deludenti. Da ex biancorosso, che lettura dà a questa crisi così profonda?
«Un’annata storta. Quando mancano i risultati diventa tutto molto più complicato. Le partite sono sempre meno e quando sei obbligato a vincere è tutto più difficile. Adesso il Bari è nella situazione in cui non può più sbagliare una partita. È finito il tempo di regalare punti in giro. Per sperare nella salvezza, bisogna assolutamente cambiare marcia».
Il pareggio di Padova ha lasciato più dubbi che segnali positivi. In momenti così, un punto è ossigeno o rischia di essere solo un’illusione?
«Quando non si perde, va sempre bene. Ma la medicina migliore è sempre la vittoria. I tre punti sono fondamentali per riprendere fiducia e autostima. Questo ora manca. Vincere, cioè, un paio di partite, anche non meritando. L’importante è la sostanza, non la forma. Non serve giocare un grande calcio, ma portare a casa i punti».
Dopo i cambi in panchina, nemmeno Longo è riuscito a dare una svolta evidente. Secondo lei il problema è più tecnico o strutturale?
«Tutti i cambi di allenatore non hanno aiutato. A me successe a Venezia. Finì malissimo. Parto dal presupposto che la colpa è di tutti, mai solo dell’allenatore che invece è il primo a pagare. Alle volte, occorre il coraggio di aspettare e far lavorare il mister come si deve».
Longo ha dichiarato che la squadra non ha ancora un’identità a dodici giornate dalla fine. Un campanello d’allarme serio.
«Questo è un grosso problema. Un dato molto preoccupante. Le dodici giornate finali vanno affrontate alla morte per cercare di mettere dentro quanto più possibile».
Due punti negli ultimi quattro scontri diretti per la salvezza. È questo il dato più preoccupante della stagione del Bari?
«Credo che in questo momento, l’avversario sia relativo. Conta soltanto avere la voglia di lottare su tutti i palloni. Poi, se giochi contro il Venezia o il Pescara, poco conta a questo punto. Devi solo trovare la soluzione per fare più punti».
Il mercato invernale non ha inciso come ci si attendeva. È mancato soprattutto un attaccante di peso, capace di fare la differenza nei momenti chiave.
«Sono mancate diverse cose, non solo l’attaccante prolifico. Possono fare gol anche altre persone. Credo che il problema sia generale».
Quanto conta, in una situazione del genere, avere leader veri nello spogliatoio? Vede nel Bari personalità in grado di trascinare il gruppo?
«Di sicuro ci sono dei problemi. L’assenza di un leader o di un capitano fisso è il sintomo che manchi qualcosa per creare un gruppo costante, con obiettivi importanti».
La Sampdoria, al contrario, sembra aver operato meglio sul mercato e i risultati si stanno vedendo. Che differenza nota tra le due realtà?
«Una sfida che mi dice tanto. Una partita in cui entrambe devono vincere. La Samp per staccarsi dalle zone basse. Il Bari per riagganciarsi al treno salvezza. Sarà un confronto molto teso. Gli episodi faranno la differenza. I liguri hanno preso giocatori esperti, meglio integrati rispetto a quelli del Bari. Brunori ed Esposito sono giocatori di rilievo per la B».
Con dodici partite ancora da giocare, che tipo di percorso serve al Bari per restare in categoria? Quale può essere una quota salvezza realistica?
«Puoi solo vivere alla giornata, senza troppi calcoli e tatticismi. Con le tabelle di marcia ci si salva tutti. Il difficile è rispettarle. Forse, la quota salvezza sarà a 40 punti. Ma non hai certezze a lungo termine».
Da ex di entrambe, che partita si aspetta venerdì e cosa dovrebbe fare il Bari per uscire dal campo con fiducia, prima ancora che con punti?
«Il Bari deve andare a Genova senza subire la Sampdoria che, tuttavia, spinta da 25mila persone farà di tutto per prevalere».