Il presidio

Gioia del Colle, due giornate di sciopero all'Ac Boilers. E incontro a Roma nella sede del ministero

Valentino Sgaramella

Da giugno scorso, 122 lavoratori sono in cassa integrazione straordinaria a zero ore. L’accordo preliminare firmato prevedeva che Sofinter, gruppo proprietario dello stabilimento gioiese, cedesse l’intero stabilimento all’impresa AZ Impianti. L’intesa è saltata

«Siamo in difficoltà economiche, quindi con la sola cassa integrazione straordinaria non riusciamo ad andare avanti, siamo in rivolta». Gli operai dell’AC Boilers che da anni vivono con lo spettro della disoccupazione questa volta sono seriamente preoccupati. Le segreterie provinciali e nazionali dei sindacati hanno proclamato due giorni di sciopero con blocco ai cancelli dello stabilimento a Gioia, a partire dalle 7 di questa mattina per 8 ore. Domani è stata convocata a Roma nella sede del ministero delle imprese e made in Italy una riunione per decidere come uscire da questa situazione difficile.

Da giugno scorso, 122 lavoratori sono in cassa integrazione straordinaria a zero ore. L’accordo preliminare firmato prevedeva che Sofinter, gruppo proprietario dello stabilimento gioiese, cedesse l’intero stabilimento all’impresa AZ Impianti, un’azienda della provincia di Salerno. Azeta opera nel settore delle energie rinnovabili e dell’efficientamento energetico. Il passaggio da Sofinter ad AZ prevedeva la costituzione di Metaltech, una nuova società dello stesso gruppo campano che aveva partecipato alla manifestazione di interesse a livello ministeriale proprio per rilevare Ac Boilers. L’intesa è saltata perché in tribunale sono state fornite garanzie ritenute insufficienti. Da quel momento, punto e a capo.

«Ci stiamo preparando all’incontro di Roma. Quindi proviamo a riaccendere i riflettori sulla nostra vertenza. Abbiamo organizzato due pullman: un centinaio di persone sarà a Roma per manifestare sotto la sede del ministero, nella speranza di un esito positivo da quell’incontro», dicono i lavoratori. La cassa integrazione scade il prossimo 31 maggio. Dal 1° giugno 122 famiglie resteranno senza un reddito, in assenza di notizie positive dal tavolo romano. Come se non bastasse, ci sono problemi nella erogazione dell’assegno di cassa integrazione. «Non riusciamo a capire se le responsabilità sono dell’Inps o dell’azienda. La cassa integrazione viene erogata in maniera frammentata e quindi siamo in forte difficoltà. Tempi lunghissimi che non ci possiamo più permettere». Parliamo di mille euro al mese. «Chiediamo alla politica regionale e nazionale di essere presente all’incontro di Roma. Chiediamo la presenza a quel tavolo del ministro Urso, della Regione Puglia, del sindaco di Gioia». Oggi, i lavoratori presidieranno i cancelli dello stabilimento, domani partiranno a Roma con due pullman.

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