Emergenza abitativa

Corato, famiglie senza casa: cinquanta sfratti ogni anno

Salvatore Vernice

L’assessore Addario: «Ci sono 350mila euro per sostenere gli affitti»

A Corato, a pochi mesi dalle consultazioni amministrative, si accende il dibattito politico e sociale sul tema dell’emergenza abitativa dopo il video diffuso sui social dall’assessore alle Politiche sociali, Felice Addario, che ha acceso i riflettori sulle difficoltà economiche di molte famiglie coratine costrette a vivere in affitto. Nel suo intervento, l’assessore ha parlato apertamente di una situazione complessa, sottolineando come «solo a Corato sono circa 50 ogni anno i provvedimenti giudiziari di sfratto emessi dall’autorità giudiziaria», spesso legati all’impossibilità di pagare il canone di locazione. «Molte persone – ha spiegato – non riescono a sostenere l’affitto perché perdono il lavoro o perché hanno un’occupazione troppo precaria per garantire stabilità economica alla propria famiglia». Per fronteggiare questa emergenza, Addario ha ricordato che il Consiglio comunale ha stanziato 350 mila euro per il sostegno agli affitti. «Sono quasi 400 le famiglie che ad oggi hanno presentato domanda – ha dichiarato – e mancano pochi giorni per chi ancora non lo avesse fatto per richiedere il contributo per il fitto casa».

L’assessore ha invitato i cittadini a rivolgersi ai Caf o ai Patronati per verificare il possesso dei requisiti e partecipare al bando con la scadenza prorogata al prossimo 26 febbraio, «per non lasciarsi sfuggire questa opportunità». Un appello che fotografa un disagio diffuso, legato non solo alla perdita del lavoro ma anche alla crescente precarietà occupazionale che rende difficile pianificare il futuro. Il tema della casa, in un contesto di aumento del costo della vita e di salari spesso insufficienti, si conferma una delle principali emergenze sociali del territorio. Alle dichiarazioni dell’assessore non sono mancate le reazioni dell’opposizione. A intervenire è stato il capogruppo di Nuova Umanità, Michele Lotito, che pur riconoscendo la validità dell’iniziativa, ne contesta l’entità economica. «È abbastanza singolare – afferma – che un Comune che solo nel 2025 ha speso circa 2 milioni di euro per la cosiddetta cultura abbia investito appena 350 mila euro per sostenere centinaia di famiglie in difficoltà». Lotito entra poi nel merito dei numeri. «Se dovessero rimanere 400 le famiglie aventi diritto, a conti fatti ad ognuna spetterebbero circa 70 euro al mese come contributo comunale. Una cifra che difficilmente può incidere in maniera significativa su affitti che spesso superano i 400 o 500 euro mensili». Secondo il capogruppo, «sarebbe bastato spostare 650 mila euro da altri capitoli di spesa, solo per fare un esempio, per arrivare ad uno stanziamento complessivo di 1 milione di euro e garantire, mediamente, oltre 200 euro mensili a ciascun richiedente». Una scelta politica diversa, dunque, che secondo l’opposizione avrebbe potuto dare un segnale più forte e concreto alle famiglie. Il confronto si accende anche sul tema del lavoro precario. «Nelle dichiarazioni dell’assessore Felice Addario - conclude Lotito - si parla di chi non riesce a pagare l’affitto perché ha un lavoro precario. Eppure non molto tempo fa una sua collega assessora dichiarò che “il posto fisso rassicura ma quello precario stimola”. Una frase che oggi suona stonata rispetto alla realtà che vivono tante famiglie». Parole che, secondo il capogruppo di Nuova Umanità, «dimostrano una distanza tra certa narrazione politica e le difficoltà concrete dei cittadini, che non hanno bisogno di essere “stimolati”, ma sostenuti con scelte coraggiose e proporzionate alla gravità del problema».

Privacy Policy Cookie Policy