La storia
Le tre anime di don Peppe da Gravina: sacerdote, rapper e psicologo
Don Peppe Logruosso, 42 anni, gravinese d’origine e residente a Torino, si «confessa» nella sua triplice veste di sacerdote, rapper in arte d_Peppe (vincitore nel 2025 della prima edizione dei Catholic Music Awards) e psicologo da poco in servizio al CTS, Centro torinese di solidarietà
Tre anime nello stesso destino; tre storie che si intrecciano. «In questo momento della mia vita mi sento un prete “di strada”, o meglio un prete sulla strada delle dipendenze. E il fatto che io possa anche cantarlo è un modo per arrivare a tutti». Don Peppe Logruosso, 42 anni, gravinese d’origine e residente a Torino, si «confessa» nella sua triplice veste di sacerdote, rapper in arte d_Peppe (vincitore nel 2025 della prima edizione dei Catholic Music Awards) e psicologo da poco in servizio al CTS, Centro torinese di solidarietà; una struttura di accoglienza per gente senza fissa dimora, con problemi non solo abitativi, ma soprattutto di dipendenze, un’opportunità rivolta a chi è inciampato nella cattiva sorte. «Dopo l’esperienza all’ospedale Martini di Torino presso cui sono stato per 7 anni assistente spirituale di pazienti e personale sanitario, ho deciso di cambiare, concentrandomi sulle periferie esistenziali, favorendo l’ascolto e l’accoglienza, anche grazie al mio secondo percorso di studi, quello in scienze e tecniche psicologiche; tutto questo va ad arricchire, chiaramente, i testi delle mie canzoni, perché la mission è una: trasformare in musica le parabole del Vangelo». Per questo, le novità nella sua vita sono due: la pubblicazione del primo album dal titolo «Un altro viaggio», e l’«uscita» dal contesto parrocchiale tradizionale.
«Celebro sempre messa, ma mi occupo a tempo pieno di garantire assistenza nei bisogni primari, nonché supporto psicologico e umano agli ospiti della struttura, con annessi turni anche notturni». Ed è proprio qui, a tu per tu con gente senza punti di riferimento e storie difficili da «gestire» e da raccontare, che è cominciata a germogliare una sorta di rivoluzione interiore per il don «di strada». «Fare questo lavoro è una gran bella sfida. È un continuo mettersi in discussione. A gente che vive in una condizione di marginalità e di sfavore, cerchiamo di proporre un dialogo sincero e soprattutto una via d’uscita. Ho sempre ritenuto la mia vocazione una opportunità per me e un farsi carico della vita degli altri. Ricevo quotidianamente lezioni di vita e anche tanta soddisfazione nel toccare con mano la fiducia che la gente ripone in me». Difatti, in tanti gli vogliono bene. Il segreto evidentemente è mescolare le tre sfaccettature della sua personalità: il professionista e quindi lo psicologo al secondo anno di specializzazione in psicoterapia, il lato umano più afferente alla sfera sacerdotale e alla carità cristiana, e il rapper amico dei giovani, in grado di portare in piazze e locali messaggi di speranza e di attaccamento alla vita. In «Un altro viaggio», l’album che raccoglie tutti i singoli pubblicati finora e un inedito dal titolo «Vergine della Notte», c’è tanto di questa nuova vita cominciata affiancando gli operatori in una comunità terapeutica lo scorso anno e ora, anima e corpo, giorno e notte, come responsabile presso il CTS. È percorrendo il viaggio nella sua vita e in quella degli altri, tappe che si incrociano con i viaggi lungo tutta l’Italia per le esibizioni in concerto, che don Peppe ha trovato la sua strada, il senso della sua vocazione. «Questo viaggio, questa vita è già il mio futuro».