chiamatela «impresa»
Bari, obiettivo 43 punti. La quota per evitare i playout impone una brusca accelerata
Occorrono cinque successi, innanzitutto: fondamentale partire battendo domenica prossima il Sudtirol. Verreth e Dickmann sono fuori causa. Per il regista stop compreso tra i 15 e i 20 giorni, il difensore potrebbe rientrare in gruppo entro una decina di giorni
Poteva essere una missione possibile, invece ora somiglia molto ad un’impresa. Il ritorno di Moreno Longo con l’insperato successo a Cesena e il mercato ancora aperto erano i due pilastri su cui il Bari avrebbe dovuto costruire la sua salvezza. Invece alla soffertissima vittoria in Romagna, è seguita la fragorosa caduta con il Palermo, l’amaro ko di Mantova ed il misero pareggio incamerato con lo Spezia. Un tris di gare che avrebbe dovuto portare in cassa quattro o cinque punti, invece ne è arrivato appena uno. I biancorossi non si staccano dal penultimo posto, il tempo comincia a stringere. 14 turni al termine del campionato: vietato alzare bandiera bianca certo, ma come provare ad evitare una retrocessione che annullerebbe in un sol colpo la faticosa risalita dalla serie D?
MARCIA A TAPPE FORZATE - I tecnici rifiutano le tabelle, ormai comanda il mantra di “pensare ad un match per volta”. Eppure, un percorso va abbozzato per tenere viva la speranza. Ebbene, il paletto che dovrebbe evitare patemi è fissato a quota 43 punti: una soglia che, a meno di improbabili impennate nella bassa classifica, dovrebbe evitare anche il playout. Si potrebbe anche immaginare una quota leggermente più bassa: oggi la Virtus Entella, sestultima a 25 punti in 24 gare, sarebbe la prima delle salve direttamente. Se il trend si mantenesse, per conservare la B potrebbero anche bastare 39-40 punti. Tuttavia, provando a partire dalle certezze, al Bari servirebbero 22 punti per blindare la categoria. I Galletti dovrebbero viaggiare alla media di 1,57 punti a gara rispetto all’attuale 0,87: un’autentica inversione ad U. Le combinazioni matematiche sono infinite, tuttavia un cammino verosimile prevedrebbe cinque vittorie, sette pareggi e soltanto due sconfitte. In pratica, i pugliesi dovrebbero vincere negli ultimi tre mesi e mezzo di campionato più di quanto hanno gioito nei precedenti sei (solo quattro affermazioni, precedendo il solo Pescara a quota due) e ridurre drasticamente gli stop che, invece, fin qui sono stati ben undici: solo Reggiana, Mantova, Spezia e Pescara sono cadute di più. Una missione da affrontare, peraltro, partendo dal peggiore attacco del campionato (19 reti subite) e dalla quartultima difesa (36 gol al passivo). I numeri, insomma, non si rivelano amici.
CINQUE VITTORIE, SETTE PAREGGI - Eppure, i margini per costruire la salvezza ci sono ancora. Pertanto, analizzando il cammino della truppa guidata da Moreno Longo, ecco come potrebbe arrivare la salvezza. Occorrono cinque successi, innanzitutto: fondamentale partire battendo domenica prossima il Sudtirol, quindi potenziali occasioni propizie potrebbero essere la trasferta di Pescara (gli abruzzesi sono in caduta libera con soli due punti racimolati negli ultimi sette impegni), nonché gli incontri interni contro Reggiana (scontro diretto di capitale importanza), Carrarese (al momento in un limbo che la vede lontana dai playoff, ma con un margine rassicurante sulla zona pericolo), infine l’ultima sfida in casa contro l’Entella, ovvero un altro confronto diretto che non ammette strade alternative ai tre punti. Quindi, ci sarebbe da fare legna cercando di dare continuità anche raggranellando pareggi che servono a restare sempre in scia. Servirebbero, infatti, due pari nella doppia trasferta con Padova e Sampdoria che seguiranno l’incontro con il Sudtirol, un pareggio al San Nicola con l’Empoli (ora in flessione, ma resta ben impressa la “manita” subita all’andata), con il Modena (in pieno piazzamento playoff) e magari con il Vene zia che si sta giocando la promozione diretta e difficilmente potrà aver chiuso i conti al quartultimo turno, quando sarà di scena in Puglia. Infine, un altro paio di pareggi alla portata potrebbero essere ad Avellino (alla terzultima giornata gli irpini potrebbero in teoria soltanto dover rifinire la loro permanenza) e a Catanzaro nel turno conclusivo: i calabresi sono saldamente nei playoff e troppo lontani dalle prime quattro, ma potrebbero anche aver bisogno di punti per migliorare la loro posizione nella griglia degli spareggi promozione. Un altro pericolo da non sottovalutare è l’ascesa di formazioni (come la Sampdoria) che stanno riducendo la lotta retrocessione a sole sei squadre: se così fosse, una sola eviterà discesa diretta in C e playout. Al momento, il Bari dovrebbe superare Spezia, Mantova, Reggiana ed Entella.
CHI SEGNA? - Per alimentare le speranze, è scontato che tutto passi dalla capacità realizzativa. In tal senso, non si riesce a trovare giustificazione al mancato acquisto di una punta pura nel mercato invernale. Un uomo rodato per aggiungere sicurezze o almeno un giovane per integrare il reparto che al momento conta i soli Moncini e Gytkjaer come centravanti, nonché Cuni come punta di movimento. Impietosi i numeri: Moncini, capocannoniere della squadra con sei centri, ha segnato una sola volta negli ultimi 13 incontri, Gytkjaer (a quota tre gol) è a secco da 13 turni e negli ultimi due è rimasto in panchina. Cuni conta una sola rete e non segna da 13 gare. La situazione non cambia nella folta batteria di trequartisti: Rao, De Pieri e Cavuoti si misurano per la prima volta in B (una rete a testa per i primi due, zero per il ragazzo arrivato dal Cagliari), così come è all’asciutto Piscopo. Sembra che non sia escluso a priori il ricorso alla lista degli svincolati: non a caso, un tentativo è stato esperito per l’ex Fiorentina Christian Kouame, poi accasatosi in Grecia. Anche in tal senso si giustificherebbe l’esclusione dalla lista degli “over” di Anthony Partipilo, sebbene un posto sarebbe ancora disponibile. Che la casella sia riservata ad un ulteriore innesto?
Verreth e Dickmann sono, intanto, fuori causa. Per il regista stop compreso tra i 15 e i 20 giorni, il difensore potrebbe rientrare in gruppo entro una decina di giorni.