Serie B

Bari, sprofondo biancorosso. E le parole di Longo sono come «pietre»

antonello raimondo

L'allenatore di certo non ci ha pensato su due volte a tirar fuori una comunicazione algida e aggressiva. Abbastanza clamoroso il passaggio sulla condizione atletica, definita deficitaria

Moreno Longo non poteva essere la panacea di tutti i mali. Tecnico di livello, nessun dubbio. In grado, potenzialmente, di trovare la quadratura del cerchio sul piano tattico. Con conoscenze e personalità. Ma non ci si salva con un uomo solo al comando. Sono i soldati a fare grande un generale che si rispetti. A questo Bari servono calciatori di spessore. Non importa quali. Se i vecchi... capaci di alzare il livello delle prestazioni. O i nuovi, quasi tutti da scoprire e «pesare». Longo può essere un cuoco ispirato. Ma senza «ingredienti»... si rischia il buco nell’acqua.

Longo, già. Chissà se l’aspettava una partenza così complicata. Di certo non ci ha pensato su due volte a tirar fuori una comunicazione algida e aggressiva. Abbastanza clamoroso il passaggio sulla condizione atletica. Inesistente, il succo della questione. L’allenatore piemontese parla di una squadra sulle gambe. Fino al punto che, potendo, ne avrebbe cambiati altri quattro-cinque. La domanda sorge spontanea: come ci si salva con queste premesse? Da ora in poi, insomma, a Longo non toccherà solo rendere squadra un gruppo di calciatori. Ma anche e soprattutto riempire un serbatoio completamente vuoto. Il tutto mentre il campionato sta scivolando via e la classifica racconta verità sempre più inquietanti. Il penultimo posto è un affronto. Da qualsiasi visuale si scelga di guardare le cose.

La partita di Mantova, un condensato di brutture. Secondo tempo inquietante per pochezza, tecnico-tattica, atletica, caratteriale. Tanto da far sembrare dominante un avversario «piccolo». Bari incapace di controbattere. Quasi sempre schiacciato, terribilmente piatto. Si contano su una mano le volte in cui Pucino e compagni hanno superato la metà campo. E non è una forzatura dialettica. Impotenza più che scelta. E, quindi, molto più grave. Anche pensando alla delicatezza dei prossimi impegni. Mercoledì sera al «San Nicola» contro lo Spezia e sabato, sempre in casa, al cospetto di quel Sudtirol che Castori è riuscito a tirare fuori dai guai con l’arte della semplicità tattica. Serviranno gambe e nervi saldi. Tutto quello che è mancato finora. Povero Bari...

MULTIPROPRIETA’, L’OPPOSIZIONE ALL’ATTACCO - Il capitolo multiproprietà resta tema caldissimo in terra di Bari. Dopo l’intervento del sindaco Leccese non s’è fatta attendere la risposta del consigliere comunale in forza alla Lega, Fabio Romito. «Il Sindaco Leccese, anziché chiedere garanzie alla Figc ed al presidente Gravina (che ha abolito la multiproprietà in precedenza prevista obbligando i De Laurentiis, che avevano giovato di tale disposizione, a dismetterla nel temine perentorio del 1 luglio 2028 e al quale si deve da sempre chiarezza estrema su questo punto) chieda conto ai De Laurentiis delle gravi inadempienze - rispetto al progetto del 2018 - che noi abbiamo pubblicamente denunciato - le parole dai banchi dell’opposizione - a Bari i De Laurentiis li hanno portati loro, ora trovino il modo almeno di far rispettare gli impegni assunti con la Città. Chi ha consentito ai De Laurentiis di incassare fiumi di soldi dal subaffitto del “San Nicola”, ristrutturato con soldi dei baresi, senza pagare un solo euro al comune, è stata l’amministrazione Decaro attraverso una concessione assurda, quindi la smettano con queste sceneggiate napoletane e aiutino la città a risolvere un problema che loro hanno creato. Grazie al centrodestra, invece, la prossima concessione sarà a titolo oneroso. Quanti agli appelli, poi, ne rivolgo uno a tutto il Parlamento. Non si proroghi il regime speciale previsto nel dl 23/2000 che ha consentito alle società calcistiche di rinviare il risanamento delle perdite. C’è bisogno di chiarezza, anche sotto il profilo finanziario».

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