la città che (non) ci piace

Bari e quei parcheggiatori abusivi con bottiglie di birra e spinelli: il molo San Nicola terra di nessuno

rosanna volpe

Si tratta di zona a strisce blu ma, nonostante l’obbligo di pagare il grattino, la richiesta dell’abusivo arriva puntuale: E così accade in altre zone della città

La fotografia è sempre la stessa, ormai da anni. Al molo San Nicola, la presenza dei parcheggiatori abusivi continua a scandire le giornate, tra indifferenza e paura. Sono circa le 15 quando la situazione appare già ben definita. Sono sei, disposti lungo l’area come se il parcheggio fosse suddiviso in zone precise. Ognuno presidia la propria postazione, pronto a intercettare l’automobilista di turno. Alcuni si mostrano più accomodanti, altri decisamente più invadenti. Il metodo cambia, il risultato no.

Uno dei parcheggiatori gira tra le auto stringendo in mano una bottiglia di birra. Si avvicina ai veicoli in manovra, osserva chi parcheggia, si muove tra le corsie con l’aria di chi controlla il territorio. Un altro si rulla uno spinello e resta all’angolo della strada in attesa che arrivi il suo turno. Scene che si ripetono quotidianamente e che contribuiscono a creare un clima di tensione costante, percepito da chi frequenta abitualmente l’area o da chi ci arriva per la prima volta.

Il molo San Nicola è zona a strisce blu e chi lascia l’auto in sosta, quindi, è obbligato a pagare regolarmente il grattino. Nonostante questo, la richiesta dell’abusivo arriva puntuale. Un contributo che viene presentato come una consuetudine, un “caffè”, ma che nei fatti rappresenta un costo aggiuntivo che molti preferiscono sostenere pur di evitare discussioni o problemi. In pochi si oppongono, anche perché l’impressione diffusa è quella di essere lasciati soli.

Una dinamica che non rappresenta una novità per Bari. In molte zone della città, dal centro alle aree più frequentate, oltre al ticket regolare capita di dover pagare anche l’abusivo di turno. Se in passato le richieste erano discrete, quasi sussurrate, oggi in diversi casi assumono la forma di pressioni esplicite. Il timore, sempre più diffuso, è quello di subire danneggiamenti all’auto in caso di rifiuto. Una paura che spinge molti automobilisti a cedere senza protestare.

Al molo la situazione, con l’avvicinarsi dell’estate, tende ad aggravarsi. Già lo scorso anno, nelle ore pomeridiane e serali, il numero degli abusivi arrivava dai dieci ai venti, per lo più stranieri, capaci di chiedere fino a cinque euro a chi parcheggiava. Una presenza costante che accompagna l’intera giornata, dalle prime ore del mattino fino a notte fonda. Le risse tra parcheggiatori non sono un’eccezione. L’abuso di alcol contribuisce a rendere il clima ancora più teso. Le bottiglie di vetro, consumate durante la giornata, finiscono per trasformarsi in oggetti contundenti. Scontri, urla e inseguimenti non sono rari, soprattutto nelle ore serali, quando il molo si riempie e i controlli sembrano diradarsi.

Durante la notte, molti degli abusivi trovano riparo nelle aree verdi vicine o nei giardini pubblici, per poi tornare al molo già dalle prime ore del mattino. Una presenza continua che alimenta la sensazione di abbandono e che spinge residenti e frequentatori abituali a modificare le proprie abitudini, evitando – quanto meno la sera - una zona che un tempo rappresentava un punto di ritrovo e socialità. Questa situazione era stata affrontata anche la scorsa estate nel corso di una riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. In quell’occasione erano stati annunciati controlli rafforzati e presidi nelle aree più sensibili del centro cittadino, con particolare attenzione alle ore serali e notturne. A distanza di mesi, però, la fotografia resta invariata. La speranza è che, con l’arrivo dell’estate e l’aumento delle presenze serali, non si ripetano le risse e gli episodi di violenza che hanno già segnato lo scorso anno. Anche se, al momento, tutto sembra fermo allo stesso punto.

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