divorzio nella società barese cbh
Bari, il Mater Dei passa ai romani di Giomi. Era l’ultimo gioiello di Cavallari
Miraglia acquisisce le quote degli eredi paganini per 16 milioni di euro
La Mater Dei di Bari passa al gruppo romano Giomi, chiudendo una lunga fase di coabitazione tra soci storici ma soprattutto rescindendo anche l’ultimo legame della storica clinica privata barese con le Ccr di Cavallari. La società che fa capo agli eredi di Emmanuel Miraglia ha infatti acquisito le quote degli eredi dell’avvocato Max Paganini, scomparso nel 2020, conquistando quindi anche le altre strutture pugliesi gestite insieme per un quarto di secolo dalla Cbh.
Mater Dei, il più grande ospedale privato pugliese, è per certi versi il gioiello della corona di Cavallari in cui per un certo periodo convivevano anche le funzioni di quello che sarebbe poi diventato l’Irccs Oncologico di Bari. Un gioiello saltato in aria insieme al suo fondatore, considerato il re della sanità privata pugliese e travolto da accuse in gran parte ridimensionate nel corso degli anni con inevitabile corollario di polemiche.
Dopo l’operazione «Speranza» e a fronte di un buco milionario, nel 1995 le Case di cura riunite vennero ammesse a una procedura di amministrazione straordinaria mentre gli immobili di Cavallari furono confiscati ai sensi delle leggi antimafia. Ad aggiudicarsi il bando predisposto dal ministero dell’Industria nell’ambito della procedura straordinaria furono appunto Paganini e Miraglia con la Cbh: per 207 miliardi di lire (un prezzo all’epoca ritenuto da molti inferiore al valore di mercato) portò a casa i resti dell’impero messo su da Cavallari, in cui c’erano cinque cliniche solo sul territorio barese e le convenzioni attivate con la Regione. La Cbh assorbì circa 900 dipendenti ma i debiti (e la gran parte dei lavoratori dichiarati in esubero) rimasero in cassa integrazione fino a quando la Regione non li ha ripescati nel sistema delle Sanitaservice. Tutte le attività ospedaliere sono poi state concentrate nella sede della Mater Dei, mentre gli immobili delle altre cliniche baresi sono via via stati venduti e trasformati in edifici residenziali.
Mater Dei ha 565 posti letto e contratti con la Asl di Bari che valgono circa 80 milioni di euro l’anno, compresa anche la dialisi. Un tesoretto in cui è compresa anche la gestione dell’unico Pronto soccorso privato della Puglia, su cui a più riprese si sono concentrati dubbi (in merito alla convenienza del servizio per il sistema pubblico). Cbh gestisce anche l’hospice Santa Rita, il centro dialisi, Villa Luce di Santo Spirito e la Rsa Città di Bisceglie.
Al gruppo romani Giomi fanno capo case di cura, Rsa, strutture riabilitative e poliambulatori in Toscana, Lazio, Puglia, Calabria, Sicilia e Germania. Miraglia, scomparso lo scorso anno (al suo posto ora c’è il figlio Massimo), è stato per anni socio di Paganini in Cbh, ma i rapporti tra i due gruppi familiari hanno alla fine portato alla scissione con una procedura che - secondo fonti di settore - avrebbe visto Giomi versare circa 16 milioni di euro per assicurarsi la proprietà delle quote del socio. L’annuncio del closing dell’operazione è stato dato ai dipendenti la scorsa settimana dallo stesso Miraglia, che assumerà il ruolo di amministratore delegato di Cbh. Fonti sindacali accolgono con favore la novità relativa alla vendita, rilevando che la solidità del gruppo acquirente dovrebbe essere garanzia per la stabilità dei livelli occupazionali.