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«Bari Diversa», al Piccinni la due giorni con il festival del Pensare Queer

«Bari Diversa», al Piccinni la due giorni con il festival del Pensare Queer

 
Redazione online

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«Bari Diversa», al Piccinni la due giorni con il festival del Pensare Queer

Sabato 2 e domenica 3 marzo si parla di diversità in tutte le sue forme: lectio, speech, dibattiti, spettacoli e reading sul corpo, l’intersezione, l’immaginario, l'autocoscienza, l’arte, la neurodivergenza, la pedagogia di genere

Mercoledì 28 Febbraio 2024, 12:57

BARI - Una due giorni dedicata alla diversità in tutte le sue forme: 'lectio, speech, dibattiti, spettacoli e reading sul corpo, l’intersezione, l’immaginario, l'autocoscienza, l’arte, la neurodivergenza, la pedagogia di genere'. Si svolgerà sabato 2 e domenica 3 marzo al teatro Piccinni di Bari l’evento 'Bari diversa - Festival del Pensare Queer', curato da Tlon (progetto di divulgazione culturale e filosofica di Maura Gancitano e Andrea Colamedici), che rientra nell’ambito della stagione teatrale del comune di Bari.

Ad alternarsi sul palco Lorenzo Gasparrini, Alessia Dulbecco, Alberto Fornasari, Giorgiomaria Cornelio, Sarah Malnerich e Francesca Fiore, note come 'Mammadimerdà, Francesca Recchia Luciani, Eleonora Marocchini, Alessandro Taurino, Giulia Blasi, Marina Pierri e Claudia Fauzia. Il festival, spiega una nota, «vuole essere un invito provocatorio a riconoscere e onorare la diversità che abita tanto la nostra città quanto ciascuno di noi. È una spinta a non avere paura di essere se stessi». Si tratta in sostanza, viene puntualizzato, «di imparare a pensare queer, che letteralmente significa strano, bizzarro. Sta a indicare chi non vuole chiudersi in una definizione vincolata alle preferenze sessuali».

Ines Pierucci, assessora alle culture del comune di Bari, sottolinea che «tutte le strategie politiche realizzate in ambito culturale in questi anni nascono dalla convinzione che le diversità rappresentino elementi di arricchimento per una comunità».
«Questo festival - commenta Paolo Ponzio, presidente del Teatro Pubblico Pugliese - incoraggia la riflessione sulla individualità e l’esplorazione delle molteplici sfaccettature della sessualità e dell’identità di genere, richiedendo coraggio e rispetto reciproco». 

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