Nel Barese
Corato, dopo l'evento antimafia va in fiamme l'auto dell'organizzatore
La presidente della commissione Antimafia Monica Forte: «Atto grave a cui far seguire una risposta forte dello Stato»
CORATO - Un evento antimafia finito nel fuoco. È quello che è successo a Corato al termine di una manifestazione dedicata al contrasto delle infiltrazioni mafiose nelle amministrazioni pubbliche, al quale era presente anche la presidente della commissione Antimafia Monica Forte, insieme all'ex Ministro della Difesa Elisabetta Trenta. Poche ore dopo la vettura dell'organizzatore dell'evento, Cataldo Strippoli, vicepresidente dell'associazione "Insieme per la legalità", è stata avvolta dalle fiamme.
«Un atto grave a cui deve far seguito una forte presa di posizione da parte dello Stato - dice la presidente Forte -. Se si confermasse la matrice mafiosa, e il fatto che l’evento si sia verificato a poche ore dall’incontro in piazza sembrerebbe indicarlo in maniera palese, allora questo deve essere un monito affinché le istituzioni siano molto più presenti di quanto non lo siano state durante l’evento».
Per presidente della commissione Antimafia «La politica, le autorità, la società civile tutta devono fare maggiormente rete e trovare la forza di contrastare con azioni concrete e con messaggi culturali e sociali, le ingerenze mafiose su quel territorio. I tantissimi pugliesi onesti - continua - meritano una Stato molto più presente e convinto nel contrastare le ingerenze di una mafia così aggressiva e violenta».
«Non ci dobbiamo stupire del fatto che la mafia fa la mafia, dobbiamo invece pretendere che lo Stato faccia lo Stato. L’evento a cui ho partecipato è stato interessante e costruttivo, ma alla gente non può e non deve bastare sentir solo parlare di antimafia, ha necessità di avvertire con nitidezza la presenza delle Istituzioni e delle autorità. Bisogna fare rete e mostrare alle persone che lo Stato è presente. Incendiare l’auto di chi organizza eventi antimafia, solo poche ore dopo la nostra presenza in quelle vie - conclude - può significare voler ribadire chi comanda in quel territorio. Adesso è necessario far chiarezza sull’accaduto e quindi rispondere con altrettanta decisione con atti di legalità».