Domenica 26 Giugno 2022 | 10:31

In Puglia e Basilicata

La tragedia in Adriatico

Bari, rimorchiatore naufragato: si cercano ancora due dispersi

Turisti svedesi salvati dal bagnino a Peschici,  Guardia Costiera li recupera tutti

Unico superstite, al momento, è il comandante del rimorchiatore, ricoverato in ospedale

19 Maggio 2022

Redazione online

BARI - Sono proseguite tutta la notte e sono ancora in corso, ormai da quasi 36 ore, le ricerche dei due marinai dispersi nell’affondamento del rimorchiatore Franco P., avvenuto mercoledì sera a circa 50 miglia dalla costa pugliese, in acque internazionali. Nel naufragio, su cui indaga la Procura di Bari con la Capitaneria di Porto, sono morti tre componenti dell’equipaggio, il cui riconoscimento ufficiale è in corso nell’istituto di medicina legale del Policlinico di Bari. Unico superstite, al momento, è il comandante del rimorchiatore, ricoverato in ospedale a Bari. Sui due ancora dispersi la Guardia Costiera di Bari, con il supporto di unità aeree e motovedette di altre forze militari e delle autorità croate, ha esteso l’area di ricerca spingendosi più a sud. Le cause dell’affondamento dovranno essere accertate dalle indagini coordinate dal procuratore Roberto Rossi con la sostituta Luisiana Di Vittorio. Saranno utili le dichiarazioni del comandante, quando sarà ascoltato, e quelle degli 11 marinai a bordo del motopontone che era agganciato al rimorchiatore al momento dell’affondamento e dal quale è stato lanciato l'allarme.

Tra l’equipaggio del "rimorchiatore 'Franco P.' si sono salvati il comandante e un altro ufficiale che era stato mandato a bordo del motopontone, alla partenza, probabilmente per controllare tutta l’attività di rimorchio; questo rende un po' meno tragico il bilancio». A confermarlo, a margine di una conferenza su «Le autostrade del mare della Macroregione Adriatico-Ionica» ad Ancona, il comandante del porto di Ancona e della Direzione Marittima delle Marche, capitano di vascello Donato De Carolis.
Nell’affondamento, che ha coinvolto l’imbarcazione della ditta Ilma di Ancona, sono tre finora i morti ufficialmente identificati e due le persone disperse che sarebbero state avvistate in mare ma per le quali sono ancora in corso attività di ricerca e recupero. «Purtroppo stiamo vivendo una giornata dopo eventi molto tragici, - ha detto De Carolis -, tutta la comunità portuale e la guardia costiera si stringono ai famigliari delle vittime». «Sono in coso attività di ricerca in mare che continueranno anche nei prossimi giorni - ha proseguito - e nel frattempo il motopontone è a Bari sotto sequestro. Stanno facendo tutti gli accertamenti per capire le cause che hanno portato a questo evento tragico. Molte possono essere le spiegazioni. Il mare non era proibitivo ma c'era cattivo tempo e mare 'formato».

 

Il pontone AD3, trainato dal rimorchiatore Paul, è arrivato nel porto di Bari dove sta attraccando alla banchina 31. Il mezzo è partito ieri pomeriggio dalla zona in cui è affondato il suo precedente rimorchiatore, il Franco P., a circa 50 miglia dalla costa pugliese. A bordo del pontone ci sono 11 marinai, unici testimoni oculari del naufragio, che appena sbarcati saranno ascoltati negli uffici della Capitaneria di Porto di Bari su delega della Procura di Bari che sulla vicenda ha aperto un fascicolo per naufragio e omicidio colposo plurimo. Nell’affondamento, infatti, sono morti tre componenti dell’equipaggio e altri due sono ancora dispersi, mentre l’unico superstite al momento risulta essere il comandante, ricoverato in ospedale a Bari.

«Hanno imbarcato acqua in modo tanto rapido che non ce l’ha fatta a mantenere la linea di galleggiamento ed è andato giù a picco». A parlare è Carmelo Sciascia, il comandante del pontone AD3 rimorchiato nel porto di Bari dopo l’affondamento del rimorchiatore Franco P. mercoledì sera. Sciascia è uno dei testimoni oculari del naufragio. Ha risposto a poche domande dei cronisti prima di essere sentito dagli uomini della capitaneria di porto che su delega della procura stanno raccogliendo le testimonianze dei componenti dell’equipaggio. «Ho visto tutto e niente. Ho detto io di buttarsi in acqua, ma non ce l’hanno fatta i ragazzi e sono andati giù» ha detto. Secondo il comandante le condizioni meteo "c'entrano fino a un certo punto, perché c'era mare, 3 metri e mezzo di nord est e vento».
Sciascia chiarisce che il comandante del rimorchiatore affondato, unico superstite, «non lo abbiamo visto, lo ha preso una nave che ho chiamato io per avvicinarsi e prenderlo perché vedevamo una lucetta, perché i giubbotti hanno le lucette che si accendono quando si arriva in acqua. Se il personale - spiega - avesse indossato i giubbotti si sarebbero salvati tutti, ma non ci sono riusciti perché è stata troppo rapida la cosa e adesso si deve capire perché è stata così rapida».

«Il dolore da parte della nostra comunità è immenso, per l’area metropolitana di Bari e per il nostro Paese, per queste persone che non ci sono più. Ho seguito con il comandante della direzione marittima gli eventi e fino alla fine abbiamo sperato di ritrovare persone vive. Ci sono ancora due dispersi e la speranza è ancora viva nella nostra comunità». Lo ha detto il sindaco metropolitano di Bari, Antonio Decaro, con riferimento al naufragio del rimorchiatore Franco P. avvenuto mercoledì sera al largo delle coste barese e costato la vita a tre componenti dell’equipaggio mentre altri due, entrambi di Molfetta, risultano ancora dispersi. "Non conosciamo ancora la dinamica - ha detto Decaro - , quel rimorchiatore tra l’altro tra qualche giorno sarebbe tornato dall’Albania per fare un’attività in un piccolo approdo della città di Bari. Ci dispiace tanto per quello che è accaduto, siamo vicini alle famiglie delle persone che hanno perso la vita. Le istituzioni non solo devono stare vicine dal punto di vista umano ma c'è bisogno di fare maggiori verifiche rispetto ai mezzi che escono in mare. sarà nostro impegno quello di verificare percorsi, infrastrutture ma soprattutto i mezzi. Prima di capire cosa è successo è difficile parlare, anche perché c'è un’inchiesta in corso e forse tra qualche giorno la situazione sarà più chiara».

La dinamica

Tragedia al largo della costa di Bari, dove a 50 miglia dalla riva la scorsa notte è affondato un rimorchiatore, il 'Franco P.', che, partito da Ancona, era diretto in Albania, a Durazzo, dove avrebbe dovuto rimorchiare un pontone. Sono cinque i marittimi morti: due pugliesi, due marchigiani e un tunisino, i cui cadaveri sono stati recuperati. Si è salvato invece il comandante, un 63enne siciliano ricoverato ora in ospedale al Di Venere di Bari. Sulla vicenda procede la Procura di Bari che ha aperto un fascicolo con le ipotesi di reato di naufragio e omicidio colposo. L'indagine, delegata alla Capitaneria di Porto, è coordinata dal procuratore Roberto Rossi con la sostituta di turno Luisiana Di Vittorio.

La segnalazione è arrivata in nottata e le operazioni sono state difficili per il forte vento che sta sferzando sull'Adriatico. Il rimorchiatore fa parte della flotta della società Ilma, Impresa lavori marittimi di Ancona.

Sul posto, per i soccorsi e le ricerche dei dispersi, hanno lavorato mezzi militari e civili: motovedette della Guardia Costiera di Bari e croate, cinque velivoli di Aeronautica militare, Marina e Guardia costiera italiana e croata, e 5 navi sono state dirottate sul posto. Al momento dell’affondamento si è sganciato il cavo di rimorchio e il pontone è rimasto alla deriva al largo di Bari con 11 persone a bordo. In suo soccorso un altro rimorchiatore. «Da questa notte - fa sapere la Capitaneria di Porto - i familiari dell’equipaggio del rimorchiatore sono assistiti presso gli Uffici della Direzione Marittima».

La dinamica

Non avrebbero avuto neanche il tempo di dare l’allarme i componenti dell’equipaggio del rimorchiatore affondato nella notte al largo delle coste baresi, in acque internazionali. L’allarme dell’affondamento, infatti, è arrivato intorno alle 21 di ieri dal motopontone che l’imbarcazione affondata doveva rimorchiare. Sulle cause dell’affondamento, repentino, spiega l’ammiraglio Vincenzo Leone, comandante regionale Guardia Costiera Puglia, «speriamo di avere qualche elemento in più nel momento in cui riusciremo ad ascoltare con maggiore serenità il comandante che al momento è l’unico sopravvissuto dell’equipaggio di sei persone». Anche le 11 persone a bordo del motopontone saranno ascoltate quando arriveranno a Bari «verosimilmente nella sera di oggi».

La Capitaneria di Porto di Bari sta verificando anche l’eventuale inquinamento del mare dove è affondato il rimorchiatore. Il tratto di mare dove è affondato ha una profondità di circa mille metri, quindi recuperare il relitto sarà molto difficile. 

Il cordoglio

La sindaca di Ancona Valeria Mancinelli esprime «il proprio cordoglio e la propria vicinanza alle famiglie e ai lavoratori coinvolti nell’incidente che tra ieri sera e questa notte ha colpito in mare un rimorchiatore a 50 miglia dalla costa di Bari, partito da Ancona per trainare un pontone alla volta dell’Albania».
«Il Comune di Ancona tramite l’assessore al Porto Ida Simonella - ha detto la prima cittadina - è in contatto con il Comandante della Capitaneria Di Porto De Carolis, che ci ha informato della tragedia. Non sta a noi ricostruire le dinamiche dell’accaduto, anche perché in questo momento sono ancora in atto le operazioni di soccorso dei superstiti». «Mi unisco con sinceri sentimenti di vicinanza al dolore delle famiglie - prosegue la prima cittadina - per questo incidente avvenuto a persone che stavano svolgendo il loro lavoro, ed esprimo solidarietà all’azienda Ilma di Ancona, proprietaria del rimorchiatore, che sta vivendo questo momento tragico, e a tutta la comunità del Porto».

Il vescovo di Bari

«La nostra terra di Bari sta vivendo in queste ore un doloroso episodio di tragedia nel Mare Adriatico. Questa volta il Mediterraneo, già da troppo tempo cimitero di tanti naufragi, ha accolto questa notte 5 vittime di un fatale incidente. Addolora e sconcerta dover prendere atto di come il lavoro diventi ancora una volta occasione di lutto e di dolore». Lo afferma in una dichiarazione l’arcivescovo di Bari-Bitonto, mons. Giuseppe Satriano, riferendosi all’affondamento di un rimorchiatore al largo di Bari che ha provocato tre morti e due dispersi. «La nostra comunità diocesana, insieme a quella di Molfetta, piange per queste perdite - dice l’arcivescovo - ed è concretamente vicina alle famiglie delle vittime e dei dispersi attraverso la Pastorale del mare che in queste ore segue da vicino l’evolversi della vicenda. Ringraziamo tutti coloro, a partire dalle autorità portuali, che si sono adoperate per prestare un tempestivo soccorso»

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -

BAT

 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725