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In Puglia e Basilicata

Il personaggio

Covid 19, l’ospedale di Bergamo ha un «cuore» barese con Stefano Pirrelli

L’ospedale di Bergamo ha un «cuore» barese con Stefano Pirrelli

Il 57enne diventa primario della Chirurgia vascolare del «Papa Giovanni XXIII». Vanta un curriculum eccezionale

21 Gennaio 2021

Redazione cronaca

BARI - Un chirurgo barese per un centro di eccellenza della sanità italiana, sfiancato dall'emergenza Covid ma che ha saputo conservare il suo primato scientifico. Si chiama Stefano Pirrelli, professionista già molto noto a Milano e un po’ in tutto il Nord, anche per gli incarichi rivestiti negli ultimi anni, ma che adesso è stato scelto come nuovo direttore della Chirurgia vascolare dell’Ospedale «Papa Giovanni XXIII» di Bergamo. Una realtà avanzatissima, fondata poco più di otto anni fa, che si estende su 320.000 metri quadrati complessivi su sette torri di 5 piani, ciascuna delle quali è unita a un'unica piastra centrale: 36 sale operatorie, 226 ambulatori, l’eliporto. E che vanta proprio nella chirurgia vascolare uno dei suoi punti di eccellenza.

Pirrelli, 57 anni, proviene dall'Asst Mantova, dove dal 2017 era direttore della Chirurgia vascolare e dove ha diretto anche il Dipartimento cardiotoracovascolare. Pur legatissimo a Bari, alla Puglia, la sua terra, come altri nostri talenti s'è ritrovato a offrire le sue capacità, e la consolidata esperienza medica, lontano da casa. Ha trascorso infatti larga parte della sua carriera all'Irccs Policlinico San Matteo di Pavia, dove ha lavorato dal 1994 al 2017, prima come borsista, poi come dirigente medico, fino all'incarico di vicedirettore e responsabile dell'Unità semplice di patologia dell’aorta toracica. «Questo bellissimo ospedale - ha dichiarato Pirrelli - è da sempre un punto di riferimento regionale e nazionale per il trattamento della patologia cardiovascolare e neurovascolare. Porterò il mio contributo professionale e organizzativo all’équipe che ho l’onore di dirigere, al fine di sviluppare ulteriormente tutte le collaborazioni multidisciplinari che sono possibili e attuabili solo in ospedali con questo livello tecnologico e professionale. Mi ha colpito da subito l’operosità del personale - rimarca -, pur così provato dall’emergenza sanitaria legata al Covid, tuttora in corso: tutti lavorano a testa bassa, instancabilmente».

Laureato con lode in Medicina e chirurgia nel 1989 all’Università di Bari, si è specializzato in Chirurgia vascolare a Milano nel 1994 e l’anno successivo ha ottenuto il diploma di perfezionamento in Microchirurgia all'Università di Genova. È esperto nella stesura delle linee guida italiane di prevenzione e trattamento sull’ictus (Spread - Stroke prevention and educational awareness diffusion). Dal 2019 è anche componente della sottocommissione di Regione Lombardia sulla riorganizzazione della Rete cardiovascolare. E ha firmato circa 180 pubblicazioni su riviste censite, citate più volte anche dalla stampa non specializzata. Ha ricoperto il ruolo di professore a contratto alle Scuole di specializzazione in Chirurgia vascolare e Nefrologia dell'Università di Pavia. E attualmente è referente della Scuola di specializzazione in Chirurgia vascolare dell’Università di Milano per Bergamo. La sua attività chirurgica comprende un'ampia casistica operatoria con circa seimila interventi sulle arterie, in particolare per patologie dell’aorta e dei suoi rami (aorta toracica e toraco-addominale) con tecnica open ed endovascolare mininvasiva, del distretto carotideo e del distretto periferico, in elezione ed urgenza. Pirrelli è esperto nel confezionamento degli accessi vascolari per emodialisi extracorporea. 

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