Giovedì 20 Giugno 2019 | 14:59

NEWS DALLA SEZIONE

Calcio
Frode sportiva: la finanza nella sede del Bitonto e del Picerno

Frode sportiva: la finanza perquisisce la sede del Bitonto e del Picerno

 
«Bonsai sul ponte»
A Gravina i bonsai fioriscono nell’habitat rupestre

A Gravina i bonsai fioriscono nell’habitat rupestre

 
Il caso
Casamassima, tenta di rapire bimbo dall’auto del padre: preso

Casamassima, tenta di rapire bimbo dall’auto del padre: arrestato 34enne

 
Il forum della Gazzetta
Il Politecnico sceglie il rettore «Più fondi. E basta con i baroni»

Il Politecnico sceglie il rettore «Più fondi. E basta con i baroni»

 
Sere d'estate
Bari, anziani e karaoke: così ci si diverte a Pane e Pomodoro

Bari, anziani e karaoke: così ci si diverte a Pane e Pomodoro

 
Le indagini
Bari, bancarotta società Gruppo Degennaro: 4 indagati

Bari, bancarotta per la società Gruppo Degennaro: 4 indagati

 
Novità in città
Mercati settimanali, a luglio e agosto tornano le bancarelle serali

Mercati settimanali a Bari: a luglio e agosto tornano le bancarelle serali

 
Operazione della Dda
Scommesse in mano ai clan: a Crotone 11 anni a un barese

Scommesse in mano ai clan: a Crotone 11 anni a un barese

 
L'episodio
Bari, ruba bici e aggredisce proprietario con un bastone: arrestato tunisino

Bari, ruba bici e aggredisce proprietario con un bastone: arrestato tunisino

 
La storia
Bari, sepolto in casa, dai suoi stessi rifiuti: i vicini sono esasperati

Bari, sepolto in casa, dai suoi stessi rifiuti: vicini esasperati. Al via la bonifica

 

Il Biancorosso

L'INTERVISTA
Dazn e il Bari anche in serie CFunziona l'accordo in televisione

Dazn e il Bari anche in serie C: funziona l'accordo in televisione

 

NEWS DALLE PROVINCE

FoggiaElezioni
Università Foggia, si ritira candidato corsa a due per il rettore

Università Foggia, si ritira candidato corsa a due per il rettore

 
HomeCalcio
Frode sportiva: la finanza nella sede del Bitonto e del Picerno

Frode sportiva: la finanza perquisisce la sede del Bitonto e del Picerno

 
TarantoMaltrattamenti
Taranto, aggredisce la convivente con un coltello: arrestato

Taranto, aggredisce la convivente con un coltello: arrestato

 
PotenzaMaltempo
Potenza, danni del nubifragio rete di scolo sotto accusa

Potenza, danni del nubifragio rete di scolo sotto accusa

 
BrindisiLotta alla droga
Carovigno, in giro con la droga nei pantaloni: arrestato 27enne

Carovigno, in giro con la droga nei pantaloni: arrestato 27enne

 
MateraSanità
Matera contro Policoro per il servizio di psichiatria

Matera contro Policoro per il servizio di psichiatria

 
BatShock in città
Tragedia ad Andria, sedicenne leccese si impicca in comunità

Tragedia ad Andria, sedicenne leccese si impicca in comunità

 

i più letti

La sentenza

Bari, 27 condanne definitive per il clan Di Cosola: 21 anni al fratello del boss

Gli ordini di esecuzione pena sono stati eseguiti dopo le sentenze della Cassazione nei confronti di 27 persone, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, traffico e spaccio di droga, armi

di cosola

BARI - Ventisette ordini di esecuzione pena sono stati eseguiti questa mattina dai poliziotti della Squadra mobile tra Bari, Milano e Taranto. I provvedimenti, emessi dalla Procura Generale  della  Repubblica  presso  la  Corte  di  Appello  di Bari, sono scaturiti dalle sentenze della Suprema Corte di Cassazione che ha confermato le condanne  emesse dalla Corte di Appello di Bari nei confronti degli imputati, tra cui Cosimo, classe '72, condannato alla pena residua di anni 21 e mesi 1 di reclusione.

Gli imputati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di  associazione di stampo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, commercializzazione di sostanze stupefacenti, tentato omicidio, porto e detenzione di arma da fuoco, anche da guerra, con l’aggravante del metodo mafioso.

L’attività d’indagine, denominata “Operazione Hinterland II”, avviata nel maggio del 2011 e conclusasi nell’agosto del 2013, coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, ha documentato l’alleanza tra i clan Di Cosola e Stramaglia, un tempo in contrasto, anche armato, tra loro. I due gruppi criminali - hanno ricostruito gli investigatori - anche a causa di numerosi provvedimenti giudiziari che ne indebolirono il nucleo strutturale, ed in seguito all’intervento pacificatore di importanti esponenti del clan Parisi, decisero di intraprendere un percorso di non belligeranza e di comune gestione dei propri illeciti affari, in particolare nella commercializzazione di sostanze stupefacenti.

L’associazione di stampo mafioso del clan Di Cosola, a seguito dell’arresto del suo promotore, Antonio Di Cosola (il boss poi diventato collaboratore di giustizia e morto in carcere nel 2018) - è stato ricostruito nelle indagini - si riorganizzò sotto l’egida del fratello di quest’ultimo, Di Cosola Cosimo, scarcerato nel 2010.  Le attività di indagine permisero di accertare come il clan fosse composto da diverse articolazioni, tutte gerarchicamente strutturate e facenti capo al medesimo capo, territorialmente distribuite con operatività nei comuni di Bari, Valenzano, Giovinazzo, Triggiano, Bisceglie, Sannicandro di Bari, Bitritto, Rutigliano, Palo del Colle, Adelfia e zone limitrofe, i cui  responsabili erano tenuti, periodicamente, a rendere conto ai vertici dell’organizzazione dell’andamento degli affari illeciti - in particolare, della commercializzazione di sostanze stupefacenti e delle estorsioni - ovvero dell’esistenza di eventuali contrasti con altri sodalizi criminali, ricevendo ordini e direttive al riguardo; i responsabili dell’organizzazione criminale, a loro volta, garantivano la divisione dei proventi tra gli affiliati, l’aiuto economico e la garanzia di assistenza legale, in occasione di arresti o vicende giudiziarie che di volta in volta coinvolgevano i sodali.
Fu dimostrato come la complessa struttura criminale poteva contare su un significativo arsenale bellico - nel corso dell’indagine vennero sequestrati un fucile mitragliatore kalashnikov, una mitraglietta Skorpion, ben 19 pistole di vario calibro ed oltre 1000 munizioni, decine di migliaia di euro  e diversi Kg. di sostanza stupefacente del tipo hashish, cocaina e marijuana -  ed operava su distinte piazze di spaccio, ciascuna diretta da un proprio referente, rifornendosi delle partite di droga attraverso propri canali di approvvigionamento, con significative sinergie con trafficanti operanti nel tarantino, nel leccese e nel veronese.
Nei confronti di alcuni indagati fu eseguito, contestualmente, un decreto di sequestro preventivo, emesso dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, su autovetture, motocicli, diversi immobili ed imprese commerciali e terreni, posseduti direttamente o per interposta persona dai soggetti interessati. 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie