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Airc, contro il cancro
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BARI - «Un italiano maschio ha il rischio del 50% di essere colpito da un qualsiasi tumore nel corso di tutta la sua vita, una donna in Italia del 33%. Questi sono i dati da epidemia che noi ricercatori cerchiamo di combattere con i nostri studi grazie al sostegno dell'Associazione italiana per la ricerca sul cancro». Cristiano Simone barese da dieci anni è un ricercatore Airc, professore in genetica medica dell'Università di Bari, scandisce le parole con attenzione rendendo ancora più drammatici i numeri. E che si sia di fronte ad una «epidemia cancro» è sotto gli occhi di tutti: ogni famiglia può contare almeno un malato con tutto il suo bagaglio di dolore e spese che questo comporta.

«Grazie all'Airc io sono riuscito a tornare a lavorare in Puglia – spiega Simone -. Dieci anni fa lavoravo negli Stati Uniti, nel 2007 ho partecipato ad un bando dell'Associazione e vincendolo sono riuscito a tornare in Italia, prima in Abruzzo dove ho lavorato con il consorzio Mario Negri Sud a Santa Maria Imbaro, ora con il terzo finanziamento in Puglia, dove porto avanti le mie ricerche con un gruppo di lavoro di dodici ricercatori e studenti, tutti giovanissimi tra i 28 e i 34 anni».

Il prof. Simone e il suo staff studiano i geni che scatenano il cancro al colon. «Noi puntiamo a trovare una terapia oncologica di precisione o personalizzata – spiega – così come ogni essere umano è unico, è unica la risposta alla malattia e ai farmaci. Con il mio gruppo abbiamo identificato uno di questi geni che è resistente alla chemioterapia e grazie ai nostri risultato al momento nel mondo sono in atto diversi trials clinici per arrivare al farmaco».

Al momento Airc finanzia in Puglia 13 differenti progetti di ricerca per finanziamenti che nel 2018 ammontano a un milione e 190mila euro. Un risultato reso possibile anche grazie alle iniziative del Comitato Puglia Airc presieduto da Michele Mirabella, attivo dal 1983 per organizzare e promuovere ogni anno gli appuntamenti di sensibilizzazione e raccolta fondi, come l'appuntamento di sabato 27 con la distribuzione delle “arance della salute”.

«Grazie ai fondi Airc in Puglia il collega Antonio Moschetta sta portando avanti i suoi studi sulle correlazioni tra alimentazione e cancro, sia a come gli alimenti influenzano l'insorgenza della malattia, sia come la possono combattere – sottolinea Simone – oppure il professor Angelo Vacca con le sua ricerca sul mieloma e le neoplasie ematologiche, e sono solo alcuni esempi sul nostro territorio.

L'impegno Airc è fondamentale, è il primo ente privato che sostiene la ricerca oncologica in Italia, reggendo da solo oltre il 60% di quanto si sta facendo per contrastare l'”epidemia cancro”. Purtroppo i fondi pubblici sono meno dell'1% del Pil e finanziano tutta la ricerca, non solo medica e non solo oncologica, ecco perchè è essenziale quanto fa l'Airc».

E chiunque cura in casa un malato oncologico in cuor suo lo sa quanto sconfiggere il tumore sia una battaglia essenziale e quanto di conseguenza sia importante sostenere l'Airc e i suoi ricercatori. (Rita Schena)

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