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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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il 13 febbraio

La Puglia in viola
contro l'epilessia

provincia in viola

BARI - Nella serata di lunedì prossimo, 13 febbraio, giornata internazionale dell’epilessia, numerosi monumenti della Puglia si illumineranno di viola. Sono la Fontana del Sele di Foggia, la Biblioteca Comunale di San Severo, il Convento di San Matteo di San Marco in Lamis, la Basilica di San Michele Arcangelo di Monte Sant' Angelo, patrimonio dell’umanità Unesco, il Teatro Comunale di Bisceglie (Bt), la Colonna Infame di Bari, le Colonne Romane di Brindisi, i Palazzi di Città di Taranto e Casarano (Lecce).

L’epilessia - viene sottolineato in un comunicato - sorprende almeno 30mila pugliesi, in circa l’80% dei casi con esordio in età evolutiva e in oltre il 30% resistente alla terapia farmacologica. Recentemente, la Sezione Regionale della Lega Italiana Contro l’Epilessia (LICE) Puglia, coordinata dal Dr. Giuseppe d’Orsi, responsabile del Centro Epilessia Universitario degli Ospedali Riuniti di Foggia, ha effettuato una indagine sulla conoscenza dell’epilessia in un campione di 1100 persone pugliesi.

Tra i dati più significativi, emerge che il 30,8% della popolazione generale e il 59,5% dei pazienti/familiari ritiene che l’epilessia sia, rispettivamente, una malattia psichiatrica e con una genesi sconosciuta. Invece, l’epilessia è una malattia neurologica, ed in oltre il 60% dei casi è possibile al momento attuale definirne la causa. Inoltre, in corso di una crisi epilettica convulsiva, che di solito ha una durata di alcuni minuti, il 67% degli operatori sanitari posiziona una cannula di Guedel, il 51,9% mette qualcosa in bocca, il 61% somministra un farmaco prima del termine della crisi, il 66.2% predispone un ricovero ospedaliero. Invece, secondo d’Orsi, «le principali manovre da eseguirsi sono la prevenzione di eventuali cadute o traumi, il posizionare qualcosa di morbido sotto la testa girando sul fianco il paziente, senza aprire la bocca o somministrare farmaci. La terapia farmacologica acuta e l’ospedalizzazione devono essere limitate di solito ai casi in cui le crisi epilettiche tendono a ripetersi a breve distanza una dall’altra o nel corso degli stati epilettici».

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