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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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nozze gay

A Bari il primo «sì»
il prossimo 5 settembre

nozze gay, love is love

di FRANCESCO PETRUZZELLI

BARI - Il primo appello è per il 5 settembre, già ribattezzato il «Love is love day» perché anche le coppie dello stesso sesso potranno prenotare il proprio «sì». Burocraticamente poco emozionante, ma tecnicamente valido. Con tanto di successiva cerimonia al cospetto di due testimoni e di un ufficiale di stato civile con fascia tricolore. Anzi, il primo a «officiare» potrebbe essere addirittura il sindaco Antonio Decaro che su questo tema non ha mai arretrato. «Venite a Bari a registrare la vostra unione» ripeteva mesi fa anticipando il Parlamento che stancamente si interrogava sul ddl Cirinnà.
Diritti civili a Bari anche per le coppie dello stesso sesso. All’indomani delle circolari e dei decreti ministeriali, il capoluogo pugliese si attrezza. L’appuntamento è quindi per i primi di settembre quando gli interessati potranno recarsi negli uffici comunali di largo Fraccacreta e prenotare la richiesta di costituzione dell’unione civile, una sorta di dichiarazione di volontà firmata da entrambi. Trascorsi quindici giorni – il tempo necessario per permettere agli uffici di verificare la richiesta e possibili cause ostative – la coppia sarà ricontattata per fissare la data della celebrazione.

In sordina? Niente affatto. Palazzo di Città metterà a disposizione le stesse location ambite dalle coppie etero: dal Fortino Sant’Antonio alla sala matrimoni degli uffici Anagrafe sino all’istituzionale aula del consiglio comunale (a dir la verità poco gettonata) con le classiche tariffe. Che negli ultimi anni hanno fatto la felicità delle casse comunali ma anche delle agenzie di wedding planner, specializzate in allestimenti, addobbi e scenografie. E secondo alcune indiscrezioni la prima coppia potrebbe essere di sesso femminile, due baresi che avevano deciso di sposarsi in Portogallo per poi optare per l’Italia una volta varata la legge.
«Il Comune di Bari - conferma il sindaco Decaro - ha già ricevuto richieste informali da parte di diverse persone che desiderano costituire ufficialmente la propria unione civile e, dopo l’approvazione del cosiddetto decreto ponte, abbiamo attivato le procedure necessarie. Da oggi i sindaci e tutti i dipendenti delle strutture comunali competenti devono imparare a gestire questa procedura come un atto pubblico alla pari di tutti gli altri, senza discrezionalità né omissioni. Credo – sottolinea - che questa sia la più grande vittoria per tutte quelle persone che da decenni nel nostro Paese attendono il riconoscimento di diritti e di un istituto legislativo che tuteli concretamente le loro scelte affettive».

L’assessore ai Servizi Demografici, Angelo Tomasicchio, da diverse settimane seguiva l’orientamento ministeriale e l’audacia di altri Comuni italiani che in tutta fretta avevano dato il via libera alle unioni senza aspettare il decreto. «Adesso anche noi – spiega l’assessore – diamo delle certezze. Si tratta di un passo in avanti verso l’affermazione di nuovi diritti, di una battaglia di civiltà che sancisce un’innovazione nel campo delle relazioni umane». Intanto, per i più scettici (perché un sì, si spera, è comunque per sempre) sarà possibile consultare il sito del Comune o recarsi negli uffici dell’Anagrafe per richiedere tutte le informazioni.

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