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Il Premio Barocco ormai a un passo dal mezzo secolo

Ospiti dalla Ayane a Gallo

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Si è alzato ieri il sipario sulla 49ma edizione del Premio Barocco che si svolgerà venerdì 25 maggio nel castello di Gallipoli. Con la sala Grottesca del rettorato dell’Unisalento a Lecce a fare da sfondo, la scena svelata non è stata solo quella della kermesse, ma anche di un «sogno» del patron Fernando Cartenì, che potrebbe concretizzarsi l’anno prossimo, quando il Premio Barocco compirà mezzo secolo.

Intanto, ecco la parata di stelle e di grandi nomi di premiati svelata da Laura Stefanelli che cura comunicazione e segreteria organizzativa del Premio: l’atleta paralimpica e conduttrice televisiva Giusy Versace; lo scrittore, giornalista e conduttore televisivo Roberto Giacobbo; l’attore Ennio Fantastichini; la cantautrice Malika Ayane; l’attrice Stefania Rocca; il comico e showman Angelo Pintus; il linguista e filologo Francesco Sabatini; la cantautrice Levante; il parroco di Caiano don Maurizio Patriciello; il capo settore comunicazione e marketing di Ferrarelle Michele Pontecorvo; il capo di stato maggiore dell’Esercito Generale di corpo d’armata Salvatore Farina; il docente di scenografia virtuale all’Università degli Studi di Roma «La Sapienza» Luca Ruzza; il giornalista, saggista e conduttore televisivo Gianluigi Nuzzi; il presidente emerito della Corte costituzionale Franco Gallo.

Accanto a tali novità, le conferme: la conduzione affidata al giornalista Rai Francesco Giorgino, che accoglierà premiati ed ospiti in un alternarsi di momenti istituzionali e di spettacolo; il sottofondo musicale della serata curato da Maurizio Petrelli & Friends; l’ospitalità nel salone ennagonale del castello gestito da Luigi Orione Amato con la direzione artistica di Raffaela Zizzari.

L’evento-premiazione conclusivo della manifestazione che vivrà altri due momenti significativi. Innanzitutto, il convegno intitolato «Diritto processuale tributario: la riforma della giustizia tributaria» in programma domani alle 16 nell’aula magna della Facoltà di giurisprudenza dell’Unisalento, moderato dal giornalista Antonio Della Rocca. Interverranno: Pier Luigi Portaluri, ordinario di diritto amministrativo nello stesso ateneo; l’avvocato tributarista Maurizio Villani; il senatore Luigi Vitali, avvocato e presentatore delle proposte di legge di riforma della giustizia tributaria; il giurista e già ministro delle finanze Franco Gallo. A quest’ultimo la Galatea Salentina, simbolo del Premio, sarà consegnata domani a conclusione del convegno.

L’altro momento tradizionale della kermesse, quello di consegna del Terra del Sole Award, è in programma sabato 19 sulla Rotonda del lido San Giovanni-Francesco Ravenna di Gallipoli. Si tratta del riconoscimento nato per gemmazione dal Barocco e riservato a persone che, grazie alla propria professionalità, hanno portato alto nel mondo il nome della nostra regione.

È il caso di ritornare al «sogno» che Fernando Cartenì accarezza da tempo, ma che, almeno urbi et orbi, ha svelato ieri: apporre delle piccole targhe, sulla spalliera lapidea del sedile del «passeggio» del corso Roma, per ricordare i vincitori del Premio Barocco. Ha citato i Premi Nobel Rita Levi-Montalcini, Carlo Rubbia e Dario Fo e i grandi attori Alberto Sordi e Sofia Loren, simboli di un elenco tanto lungo quanto di personalità di altissimo livello. La «galleria della celebrità» cittadina condurrebbe infine alla statua della Galatea Salentina, opera dello scultore Egidio Ambrosetti, da installare nell’aiuola di largo Fontana Greca.

Il sindaco Stefano Minerva, intervenuto alla presentazione della kermesse insieme con l’assessore allo spettacolo Emanuele Piccinno, ha solo preso atto della richiesta, sostenuta da Francesco De Jaco, che ieri rappresentava il Comitato scientifico del Premio, composto anche da Pasquale Corleto, Pietro Quinto, Maurizio Villani, dal magnifico rettore Vincenzo Zara e dal prorettore vicario Domenico Fazio.

Minerva ha rimarcato che Cartenì «cavalca l’onda e la supera» (con trasparente riferimento anche a problemi di salute del patron) e con la preziosa collaborazione del figlio Andrea «continua a portare a Gallipoli grandi personalità che a loro volta portano il nome della città in Italia e nel mondo». Ha anche attribuito alla manifestazione il ruolo di testimonianza di Gallipoli-città di cultura e ha concluso affidandosi ai ricordi; quando la presenza dei premiati faceva sentire, lui ragazzino, cittadino del mondo. Una delle chiavi di lettura del motivo per cui «molti continuano a vedere il Premio Barocco con un alone quasi di misticità».

Giuseppe Albahari

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