Musica
Tra legno, mare e vento: il nuovo viaggio sonoro di Diego Ceo parte dalla Puglia e guarda lontano
Il producer di Acquaviva delle Fonti pubblica «Of Wood, Sea and Wind»: un disco intimo e stratificato che segna il passaggio alla forma canzone e racconta nuove traiettorie della scena emergente pugliese
C’è un punto, tra radici e sperimentazione, in cui la musica smette di essere solo produzione e diventa racconto. È da qui che parte Of Wood, Sea and Wind, il nuovo album di Diego Ceo, giovane talento pugliese classe 1999, pubblicato il 3 aprile 2026 per Mosho Dischi, disponibile in streaming e accompagnato da press-kit e download dedicati.
Produttore e sound designer che vive in Puglia, lavora tra il MAST Recording Studio di Bari e la University of the West of Scotland, dove insegna produzione musicale e sound design. Arriva a questo disco dopo anni immerso nell’universo strumentale lo-fi e chill-beats, un percorso che lo ha portato anche nelle playlist internazionali. Ma qui la direzione cambia: la voce entra stabilmente nel suo mondo sonoro e la scrittura si espone, rivelando una dimensione da songwriter finora rimasta in secondo piano.
Le sette tracce, nate al Durbuy Music Studio in Belgio, tengono insieme tutto ciò che ha attraversato il suo modo di comporre e produrre. Il risultato è un lavoro che si muove per stratificazioni emotive prima ancora che sonore, dove radici emo, elettronica contemporanea e tensione melodica convivono in equilibrio.
Il suono è un intreccio dinamico di elementi: chitarre e manipolazione dei sample, pianoforti ovattati e pattern ritmici incisivi costruiscono paesaggi sonori che attraversano memoria, relazioni e percezioni intime. Le basi elettroniche si aprono e si incrinano, lasciando spazio a silenzi, glitch e dettagli che rendono ogni brano vivo e respirante.
Al centro, però, c’è una traiettoria emotiva precisa. Le prime tracce introducono un universo vicino all’emo contemporaneo, con collaborazioni come quella del batterista Andrea De Santis e della cantante Amarene, la cui voce in Again, I’ll be Wrong diventa quasi un mantra: “I’ve been lost / Then I found you”. Una sintesi essenziale del senso di ricerca che attraversa l’intero progetto.
Proseguendo, il disco si sposta verso coordinate più elettroniche e cinematiche: Worried accelera il battito, mentre Still Floating si apre a suggestioni eteree, impreziosite dal sax di Nicolò Pantaleo. Qui emerge la capacità di Diego Ceo di costruire paesaggi complessi senza perdere coerenza narrativa.
La chiusura, affidata ai brani in italiano Tidale e Berretto Arancione, riporta tutto a casa. Il mare, il vento, il paesaggio diventano luoghi fisici e interiori da custodire, elementi che parlano di identità e permanenza.
Le influenze affiorano senza mai sovrastare: si percepiscono echi delle traiettorie più recenti di Bon Iver e sensibilità vicine a Fred Again, filtrate però da uno sguardo personale e riconoscibile. È proprio in questo equilibrio tra riferimenti e autenticità che il disco trova la sua forza.
A rendere ancora più intimo il progetto è l’artwork, una fotografia d’archivio scattata dal padre durante una vacanza sulle Dolomiti: Diego bambino insieme alla madre e al nonno. Non è nostalgia, ma origine. Un’immagine che diventa chiave silenziosa per leggere il disco, come punto di partenza di un percorso in continua trasformazione.
Con questo lavoro, Diego Ceo non cerca definizioni definitive, ma apre una direzione: quella di una nuova generazione di artisti pugliesi capaci di muoversi tra locale e globale, tra identità e sperimentazione.
Il viaggio continua anche dal vivo: il 24 aprile è in programma la presentazione ufficiale dell’album all’Ex Macello di Putignano, dove suonerà con una full band dando un'altra chiave sonora al disco. Un appuntamento che promette di tradurre in dimensione performativa l’intensità e la ricerca sonora di questo progetto.