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Il polo in ristrutturazione

Ecco il museo archeologico di Santa Scolastica: riapertura a metà

A giorni la riapertura del piano terra. Mentre proseguono ancora lavori ai piani superiori

BARI - Finalmente Bari riavrà il suo museo archeologico. Nei giorni scorsi il sindaco Antonio Decaro ha effettuato un sopralluogo presso il cantiere di Santa Scolastica la cui apertura è fissata tra qualche giorno. Per la prima volta sarà reso fruibile il piano terra e il cortile interno dove i lavori sono stati completati. Si continuerà invece a lavorare ai piani superiori fino al completamento definitivo.

«Manca davvero poco all’apertura del Museo archeologico - ha spiegato Decaro -. Tra qualche giorno riapriremo il piano terra collegato al bastione già oggi visitabile. Nel frattempo che il cantiere si completi, abbiamo deciso di rendere fruibile questa primo importante pezzo di uno degli edifici più belli di Bari e di farlo conoscere ai baresi e ai tantissimi turisti che ogni giorno attraversano i vicoli della città vecchia. Tantissimi sono i reperti che potranno essere esposti e che ci permetteranno di raccontare al mondo una parte importante della storia delle civilità che in passato hanno attraversato la terra di Bari. Il museo archeologico è, infatti, una componente importante dell’offerta culturale della città di Bari e dell’area metropolitana. Offerta che si completerà nei prossimi mesi con l’apertura del Teatro Margherita, del Teatro Piccinni e dell’ex Mercato del pesce. Voglio ringraziare il personale della Città metropolitana, la soprintendenza e il segretariato regionale del Mibact che in questi anni hanno dato un grande contributo alla riqualificazione e all’attivazione di questo sito oltre che al restauro di importanti beni culturali e architettonici della città di Bari».

Il Museo archeologico ha avuto una lunga vita travagliata. Aperto al pubblico nel 1890 nella sede del palazzo Ateneo dove è rimasto sino all’anno 2000, era inizialmente solo un piccolo nucleo di reperti raccolti dal professor Nitto De Rossi che negli anni si sono ampliati fino ad arrivare ad un totale complessivo di oltre 30mila.
Tra i beni conservati: i reperti canosini della tomba Varrese, la collezione Polese che comprende oltre 2000 oggetti, il monetiere Maselli.

Nel 2001 la Provincia trasferisce le raccolte nel complesso di Santa Scolastica, nel cuore della città vecchia, ma gli spazi sono totalmente da ripensare, ed ecco perchè il concorso internazionale di progettazione bandito nel 2007, ha prodotto il progetto di restauro e di rifunzionalizzazione del complesso architettonico in chiave museale.
Alla fine di ottobre 2014 l’inaugurazione del bastione di Santa Scolastica, primo nucleo del grande Museo barese orfano ormai da troppo tempo dei suoi beni archeologici.

A questo primo nucleo ora se ne aggiungono altri, oltre ad altro ancora emerso durante i lavori. Infatti grazie alle operazioni di scavo realizzate, sono riemersi dei pozzi risalenti all’antico convento che oggi sono visibili grazie alla realizzazione di una passerella in vetro. Anche il chiostro interno è stato completamente ristrutturato con un’area a verde centrale che potrà ospitare eventi e iniziative. Grazie ad un sistema di vetrate realizzato a protezione dell’ambiente del piano terra sono stati eseguiti i lavori all’interno dei locali e posizionate le prime strutture che accoglieranno i reperti in mostra. Parallelamente proseguono i lavori nella parte superiore del museo che dovrebbe essere pronta per la fine dell’anno.

Questo museo sarà solo una tappa del percorso storico e culturale che si snoderà nella città vecchia, tra il bastione di Santa Scolastica già aperto e gli scavi di piazza San Pietro che saranno oggetto di prossimi nuovi lavori.

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