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Riapertura con Benetton

Bari, Palazzo Mincuzzi ritrova
la luce dei suoi primi giorni

Gli interni rifatti: solo tre mesi di lavoro. L'architetto: trovati pavimenti e pareti nascosti nella ristrutturazione di 15 anni fa

LIA MINTRONE

Luciano Benetton, patron del terzo marchio più famoso del mondo farà un sopralluogo in città per vedere da vicino la fine dei lavori di ristrutturazione interni di Palazzo Mincuzzi da lui effettuati. E, domattina, alle 10, riaprirà al pubblico l’antico portone in legno e ferro battuto del palazzo più bello della città. Per la fine dei lavori esterni, realizzati invece dalla famiglia Mincuzzi, proprietaria dell’immobile, bisognerà aspettare il mese di novembre. Ma quelli appena terminati, e durati solo tre mesi lavorando giorno e notte, hanno riportato alla luce alcuni arredi originari del maestoso palazzo su via Sparano, progettato dall’architetto Aldo Forcignanò e dall’ingegnere Gaetano Palmiotto e inaugurato 1928. Tre piani, più l’ultimo adibito a magazzino e probabilmente un domani spazio ideale per una caffetteria, sui quali Benetton rilancia la sua sfida all’insegna della maglieria più sofisticata e lanciando, per la prima volta, anche una linea baby.

Entrare in quel palazzo, simbolo di un passato glorioso della città nel cuore del Murattiano, fa sempre un certo effetto. I recenti lavori, sotto la direzione dell’architetto Davide Cusatelli, hanno fatto riaffiorare l’antica boiserie che sin dall’origine adornava le pareti interne del palazzo, le stesse che nel tempo erano state sepolte da pannelli di cartongesso posticci. Stessa cosa per le vetrate del primo piano finalmente riscoperte e che permetteranno alla luce di illuminare le meravigliose colonne in resina, dal finto effetto marmo e realizzate da artigiani tedeschi, o i capitelli che ne fregiano la bellezza e fanno da trait d’union tra i vari piani del palazzo. Bellissimo anche l’antico pavimento, grigio tenue con mattonelle cementine decorate, tipiche del ventennio novecentesco, riportato alla luce nel piano interrato e che negli anni ‘80 fu occultato da piastrelle in pietra di Trani.
«L’intento dell’intervento, da un punto di vista architettonico, funzionale e impiantistico, è stato proprio quello di riportare alla luce l’antico spazio così come pensato dai due progettisti - dichiara Cusatelli -.

I lavori effettuati all’interno nel 2002 avevano coperto molte delle bellezze originarie come le boiserie, le vetrate, le antiche specchiature delle vetrine nuovamente ripristinate e i pavimenti. L’unica opera ex novo realizzata all’interno, sempre con il benestare della Soprintendenza, è l’ascensore specchiato brunito, necessario per permettere l’ingresso nel palazzo ai diversamente abili. Ma convivrà con quello antico in ferro battuto perfettamente funzionante».

Possiamo dire che il palazzo che si vede oggi è fedele al progetto originario? «Sì - ci risponde senza tentennamenti l’architetto Cusatelli -. Sono rimaste occultate alcune armadiature sulla parte sinistra del piano terra che al tempo servivano per mettere in esposizione le grandi matasse di stoffe. Resta il fatto che questo straordinario palazzo, per il quale certamente i progettisti si rifecero ai grandi magazzini parigini come Lafayette, presenta modelli classici, come le colonne, i capitelli e le ringhiere in ferro battuto, e modelli assolutamente avveniristici per l’epoca, come il pavimento in vetrocemento del piano terra dal sapore industriale perfettamente conservato».

L’interno del megastore Benetton ha un allestimento on cavass, identico a quelli di Milano e Roma, dal minimo impatto visivo proprio per lasciare la scena ai colori e al prodotto. Il grande imprenditore trevigiano, che ha portato il Made in Italy nel mondo, continua ad investire in tecniche innovative per la maglieria, fiore all’occhiello del brand, e ad arruolare nuovi stilisti per fidelizzare vecchi e nuovi clienti. E il suo amore per Bari parte da lontano, da quando nel 2002 decise di portare il suo marchio in via Sparano, in quel palazzo di cui si innamorò a prima vista e che decise di eleggere come residenza della casa Benetton. Un sodalizio con la città che ancora continua e che viene rilanciato con questo grande investimento. Nessuno conferma ma, si dice che per i lavori di ristrutturazione interni, sia stato investito oltre il milione e mezzo di euro.

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