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In Puglia e Basilicata

Il caso

Basilicata, protesta per chiedere dimissioni consigliere Leone dopo frase sessista, lui chiede scusa

«Quanto accaduto ieri mi ha profondamente segnato. Esprimo le mie più sentite e sincere scuse all’assessore Merra, a cui mi lega un rapporto di assoluto e reciproco rispetto»

03 Maggio 2022

Redazione online (foto Tony Vece)

Dopo le frasi, pronunciate ieri in consiglio regionale da Rocco Leone (FdI) nei confronti dell'assessore Donatella Merra, si è svolta una protesta con richiesta di dimissioni questa mattina davanti alla sede della Regione. 

Solidarietà per la frase "sessista» che è stata pronunciata ieri dal consigliere regionale della Basilicata, Rocco Leone (Fratelli d’Italia), nei confronti dell’assessore regionale alle infrastrutture, Donatella Merra e le dimissioni immediate di Leone e una presa di posizione da parte dell’on. Giorgia Meloni: è quanto hanno chiesto stamani a Potenza i vertici lucani di Cgil, Cisl, Uil e la presidente della Commissione regionale delle parità e pari opportunità della Basilicata, in un sit-in davanti la sede della Regione. 
 Oltre alla presidente della Crpo, Margherita Perretti, ed ai segretari regionali dei tre sindacati, Angelo Summa (Cgil), Vincenzo Cavallo (Cisl) e Vincenzo Tortorelli (Uil), erano presenti alcune decine di manifestanti per mostrare il loro disappunto per quanto accaduto ieri - nel corso della seduta consiliare per il rinnovo dell’ufficio di presidenza - quando Leone ha pronunciato una frase sessista. 
 Unanime anche la condanna delle tre commissarie regionali alle pari opportunità della Cgil, Anna Russelli, della Cisl, Luana Franchini e della Uil, Anna Carritiello. 
 Per Russelli si è trattato di «una frase che rileva una cultura becera maschilista che ci allarma». Franchini ha definito la questione uno «scadimento mortificante per le donne - aggiungendo che - quando si parla di donne non ci si ferma mai alle questioni di merito ma si va sempre oltre». Per Carritiello, «non è pensabile che nella nostra ragione ancora si possono fare degli slogan simili, chiediamo - ha aggiunto - a Bardi di intervenire». 
 Lo stesso governatore della Basilicata che secondo Perretti, dovrebbe agire «in modo incisivo. Pare - ha concluso - che l'istituzione regione non ha più nessun valore e invece va immediatamente recuperata».

«Quanto accaduto ieri mi ha profondamente segnato. Esprimo le mie più sentite e sincere scuse all’assessore Merra, a cui mi lega un rapporto di assoluto e reciproco rispetto, che sono certo sappia benissimo che non volevo in alcun modo mancarle di rispetto né istituzionale tantomeno personale. Sento di dovere delle scuse anche alle donne, alle mamme ai lucani tutti che mi hanno scelto quale loro rappresentante»: lo ha scritto il consigliere regionale della Basilicata, Rocco Leone (FdI).
«Al mio partito, a cui ho certamente creato imbarazzo, soprattutto perché rappresentante di una storia fatta di uomini e di donne altamente legati al senso di rispetto e di garbo e sicuramente lontano da atteggiamenti irriguardosi in sedi private ed istituzionali. Il mio più forte rammarico - ha aggiunto Leone, per il quale molti hanno chiesto le dimissioni - è che una pessima frase pronunciata come battuta tra colleghi, perché di questo si tratta, nonostante il moralismo che dagli stessi ne è venuto successivamente in maniera totalmente ipocrita e strumentale, carpita da un microfono possa oscurare il mio impegno professionale, sociale e solo da ultimo politico a sostegno delle donne. Ricordo a me stesso, prima ancora che agli altri, che la mia vita è sempre stata devoluta al sostegno delle donne e ancor più delle mamme e dei loro bambini e decine di anni di dedizione non possono essere cancellate da una frase. Certo, quel microfono ieri era casualmente aperto, e io da uomo di istituzione, sono pronto a pagare le conseguenze della leggerezza nel pronunciare quella frase (che ribadisco ritenere pessima). Allora - ha concluso Leone - questa sia l’occasione per me innanzitutto, ma per tutti noi, per mettere da parte il falso moralismo di circostanza, e cominciare a pensare, parlare e soprattutto agire nel rispetto di ogni essere umano».

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