Venerdì 20 Maggio 2022 | 00:52

In Puglia e Basilicata

NOI E LA GUERRA

«Qui nell'hub di Tito non si è visto un solo ucraino»

Il Centro operativo misto sorto al «Cecilia» smonta tutto dopo un mese di vana attesa

27 Aprile 2022

Massimo Brancati (foto Tony Vece)

TITO (POTENZA) - Allestito per accogliere i profughi ucraini: tende, spazi per il tracciamento, per le procedure di identificazione, ambulatorio per le vaccinazioni, una mensa. Ma al Com (Centro operativo misto) sorto al «Cecilia» di Tito non si è visto un solo ucraino. Gli unici ad animare l’area e la struttura sono stati gli infaticabili volontari delle associazioni Aquile lucane, Vola e Gruppo lucano, alle prese giorno e notte con i turni di sorveglianza delle tende e delle apparecchiature. Dopo appena un mese l’hub regionale chiude i battenti. Il 30 aprile prossimo sarà smantellato, un epilogo inevitabile perché, come dicevamo, dai corridoi umanitari «ufficiali» non è arrivato un solo profugo. I circa 1.200 ucraini che oggi risiedono in Basilicata sono giunti per il tramite di singole associazioni (terzo settore), trovando ospitalità nelle famiglie (accoglienza diffusa). L’altra strada disponibile, quella dei Cas (centri di accoglienza straordinari attivati per l’accoglienza dei migranti), si è rivelata inadeguata non solo per quantità (i centri sono dislocati sul territorio a macchia di leopardo) ma soprattutto per «morfologia»: la presenza di migranti del Mediterraneo, prevalentemente uomini e maggiorenni, risulterebbe incompatibile con quella di profughi ucraini costituita da donne e minori.

Ma torniamo al Com. La sua imminente chiusura senza essere stato, di fatto, utile alla causa presta il fianco a possibili polemiche sui costi sostenuti per l’allestimento e il presidio costante. Ma il direttore generale della Protezione civile, Giovanni Di Bello, rassicura che la spesa non supererà qualche migliaio di euro («stiamo attendendo - dice Di Bello - la bollettazione da parte del Comune di Tito»). Quanto ai volontari, il Dipartimento nazionale garantirà un rimborso per un’esperienza che comunque servirà: è stata testata una macchina organizzativa complessa e mastodontica che potrà servire in futuro. Una grande esercitazione, insomma, grazie alla quale la Protezione civile ha verificato sul campo le sue forze e la capacità organizzativa.

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