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Bari, casi di Covid all'Anagrafe: ufficio chiuso, tamponi ai dipendenti. In 9 positivi

Cinque positivi negli ultimi tre giorni

Cinque positivi al Coronavirus negli ultimi tre giorni, è bufera all’ufficio Anagrafe centrale. Che oggi resterà chiuso per sanificazione e tamponi al personale. I sindacati chiedono lo stop agli sportelli, contestando peraltro la chiusura delle delegazioni periferiche. Una decisione ritenuta improvvida poiché causa di assembramento nell’unica sede disponibile. È di ieri mattina la notizia del terzo impiegato, impegnato in uno degli sportelli della sede di largo Fraccacreta, rimasto contagiato dal terribile virus, a cui si sono aggiunti altri due colleghi in serata (ed una parente dei due).

A quanto pare, i positivi lavorano all’ufficio carte d’identità, mentre uno di loro è impiegato alla sezione cassa. Eppure gli uffici continuano a rimanere aperti, mettendo a rischio l’incolumità di personale e cittadini - denunciano le organizzazioni sindacali - che polemizzano in particolare sul servizio carte d’identità. Infatti, stando alle norme anti-contagio, dovrebbero essere emesse solo in specifici casi di emergenza: viaggio all’estero e mancanza di un documento alternativo. Invece, nei mesi scorsi sarebbero state raccolte prenotazioni, senza fare alcuna distinzione di necessità, per cui la gente si sta recando presso gli uffici ad espletare l’iter, determinando, tra un’esigenza ed un’altra, i temuti assembramenti, in barba all’emergenza sanitaria.
A quanto denunciano i sindacati - che chiedono anche l’immediata esecuzione del tampone per tutti i dipendenti - la sanificazione dello storico edificio sarebbe stata effettuata nei giorni scorsi, dopo il riscontro dei primi casi, «solo al piano terra ed al primo piano, omettendo l’intervento agli ultimi due piani», dove invece c’è attività di front office per i pagamenti. Da qui la polemica e le proteste. «È inaccettabile quanto sta accadendo, da tempo abbiamo chiesto l’apertura anche delle delegazioni periferiche, che invece sono rimaste con la saracinesca abbassata, salvo limitatissime operazioni, per cui tutti coloro che hanno bisogno di un certificato vengono in largo Fraccacreta», rivela un dipendente dell’ufficio che preferisce mantenere l’anonimato. Intanto, la paura nella ex sede della facoltà di Economia e commercio cresce a dismisura, anche perché l’attività sta continuando regolarmente nonostante i casi di contagio.
«Abbiamo appreso che giovedì scorso è stato riscontrato un potenziale caso di contagio da Covid-19 all’interno della ripartizione Servizi demografici tra il personale dipendente destinato alle attività di front office, poi posto in isolamento fiduciario su disposizione del dipartimento di Prevenzione Asl», mentre «nei giorni a seguire, un altro dipendente ha accusato sintomi tali da sottoporsi a proprie spese al test del tampone rapido, poi risultato positivo», scrivono il delegato territoriale Uil Fpl, Emanuele Valerio e il segretario regionale Antonio Barnabà.

Quindi la richiesta di attivare «tutte le misure opportune circa l’attuazione del protocollo sanitario anche con la chiusura degli uffici e servizi coinvolti con la conseguente sanificazione, nonché l’immediato screening di tutto il personale dipendente, anche al fine di contrastare sul nascere possibili focolai», scrivono dalla Uil.

«Ciò si rende necessario ed indispensabile per assicurare la tutela della salute e l’integrità del personale dipendente eventualmente coinvolto e della collettività, trattandosi di dipendenti destinati anche alle attività di front office», concludono.

SANIFICATI GLI AMBIENTI - Per l’accertata positività al Covid di 9 dei 70 dipendenti della ripartizione servizi demografici, elettorali e statistici del Comune di Bari, gli uffici della sede centrale, in largo Fraccacreta, compresi quelli per il rilascio della carte di identità elettronica, sono chiusi al pubblico da oggi per consentire la sanificazione degli ambienti e per indisponibilità del personale dipendente. Domani saranno garantite esclusivamente le dichiarazioni di nascita, mentre le dichiarazioni di morte potranno essere effettuate alla delegazione del San Paolo. Ogni altra richiesta dovrà essere inoltrata esclusivamente via mail o via pec. La ripartizione ha inoltre organizzato un servizio di re-call per riprogrammare gli appuntamenti. A quanto si apprende i dipendenti contagiati sono quasi tutti asintomatici e il Comune è in costante contatto con il dipartimento prevenzione della Asl e con il proprio medico competente per valutare se intensificare l’attività di screening sanitario a tappeto che già avviene, con test antigenici rapidi, ogni 15-20 per tutto il personale.

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