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La conciliazione e le differenze di genere

Emanuela Megli

La difficoltà a trovare equilibrio e armonia tra ambiti di vita si manifesta in modo diverso tra i generi poiché la disponibilità̀ di risorse fisiche, strumentali e psicologiche genera un conflitto di ruolo o un arricchimento di ruolo

La difficoltà a trovare equilibrio e armonia tra ambiti di vita si manifesta in modo diverso tra i generi poiché la disponibilità̀ di risorse fisiche, strumentali e psicologiche genera un conflitto di ruolo o un arricchimento di ruolo.

Infatti, il modello della permeabilità tra gli ambiti di vita, causato da assottigliamento dei confini, vale maggiormente per le donne e comporta una condizione di svuotamento. In questo caso accade che l'assunzione di un ruolo lavorativo genera assorbimento di energie che interferisce con le richieste provenienti da altri ruoli e comporta un vissuto di malessere che porta ad avere più difficoltà ad impegnarsi in famiglia. Questo modello è causa di una risposta emotiva negativa e di sensazioni di difficoltà e di stress nella ricerca di conciliazione delle esigenze e di armonizzazione dei ruoli. 

Al contrario nell’ipotesi della segmentazione tra ambiti di vita, in cui i soggetti prevalentemente di sesso maschile, riescono a separare nettamente i confini tra vita privata e lavoro, accade che l'assunzione di un ruolo lavorativo genera un'espansione di energie e risorse a beneficio di altri ruoli. E questo modello genera un vissuto di benessere che comporta più capacità e volontà ad impegnarsi in famiglia. Un’impostazione capace di influenzare positivamente la risposta emotiva dei soggetti che la adottano, offrendo un’esperienza complessiva di arricchimento.

La diversità di atteggiamento mentale e di approccio al tema della conciliazione famiglia lavoro comporta esperienze più o meno critiche, al di là di altri fattori che pure concorrono a determinare la qualità della vita, anche a causa delle differenze di genere. Durante le macro-transizioni tra lavoro, opportunità di carriera e la gestione delle fasi complesse della genitorialità (come ad esempio i diversi cicli di vita/età e i punti di svolta più significativi come la maternità, il matrimonio, l’accudimento dei familiari non autosufficienti e bisognosi di assistenza), risulta impegnativo trovare soluzioni concilianti, così come durante le micro transizioni tra lavoro e famiglia che richiedono capacità di flessibilità in presenza di forte permeabilità tra i confini (nuove modalità di lavoro da remoto, smart working, telelavoro) che spesso espongono le persone a forte stress e sovraccarico di stimoli, se non gestiti adeguatamente. 

Le differenze di genere e la conciliazione dipendono anche da fattori contestuali (Ten Brummelhuis e Bakker 2012) oltre che da quelli personali (ad es. risorse come autostima e autoefficacia, salute, potere sociale), quali ad esempio la cultura (sul lavoro di cura e la distribuzione dei carichi tra i sessi) e le abitudini del territorio, l’equità sociale, la ricchezza e le politiche pubbliche e aziendali che influenzano le condizioni strutturali come il matrimonio e la maternità, il tipo di impiego, il networking sociale, il modello abitativo. E ancora sono dipendenti da fattori volatili e transitori come il supporto sociale, l’amore e l’affetto dei propri cari, la rete sociale e le alleanze capaci di offrire consigli, rispetto e aiuti concreti.

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