di FRANCESCO LOTORO * (pianista)Il 27 agosto 1879 nacque a Barletta il pianista, direttore d’o rchestra e compositore Renato Virgilio, deceduto in miseria a Wiesbaden il 27 giugno 1959. Paolo Candido e io, musicisti barlettani, abbiamo ritrovato le sue opere e istituito il Comitato promotore per ricordare questo grande musicista. Barletta ha dato i natali al celebre musicista Giuseppe Curci del quale è stato ricordato quest’anno il bicentenario della nascita.
GLI ANNIVERSARI Un altro rinomato musicista barlettano autore di Canzonette, Villanelle e Madrigali fu Giovanni Leonardo Primavera, nato a Barletta presumibilmente nel 1540 e molto apprezzato e stimato dal grande Pierluigi da Palestrina. Primavera, dopo diverse peripezie a Milano e Venezia si trasferì a Napoli (ivi morì intorno al 1585) dove, assieme a Gesualdo da Venosa e altri, fondò la “Camerata per l’affinamento del gusto musicale”. Nel 2009 cadranno gli anniversari di nascita (130esimo anno) e morte (50esimo anno) del pianista, direttore d’orchestra e compositore barlettano Renato Virgilio. Renato (al secolo Michele Ignazio) Virgilio nacque a Barletta da Francesco Paolo e Anna Napolitano il 27 agosto 1879. Intraprese gli studi musicali sotto la guida del maestro barlettano Vincenzo Gallo (1861–1941) proseguendoli presso il Conservatorio S. Pietro a Maiella di Napoli sotto la guida di Paolo Serrao (1830–1907), primo musicista a diplomarsi in Composizione presso il Conservatorio napoletano. A Napoli Virgilio compose diversi lavori di grande respiro orchestrale tra i quali Spettro d'Amore su versi di Lorenzo Stecch e t t i e bellissime canzoni su versi in dialetto napoletano di Achille Boccia.
Trasferitosi con quasi tutti i suoi familiari a Milano ai primi del ‘900 (un solo fratello rimase a Barletta), fu molto attivo presso il Teatro Civico di Tortona ove nel 1901 diresse il Concerto di onoranza dedicato a Giuseppe Verdi, morto in quell’anno. In tale occasione Virgilio eseguì una suo stesso lavoro sinfonico, Elegia (dedicato allo stesso Verdi) A Tortona Virgilio ebbe modo di farsi notare non soltanto per il suo innato talento musicale, l'indiscussa bellezza delle sue opere (tra i quali Lungi, lungi su l'ali del canto su versi del Carducci) e il suo talento pianistico ma anche per il suo carattere difficile che sovente gli procurò attriti e dissidi con artisti, cantanti lirici e impresari teatrali.
IL CAPOLAVORO Fu proprio in quegli anni che Virgilio compose il suo capolavoro ossia l’opera Jana su libretto di Salvatore Aliaga, pseudonimo dello scrittore milanese Alberto Colantuoni (1880–1959), messa in scena al Teatro Dal Verme di Milano il 2 dicembre 1905 sotto la direzione del grande direttore d’orchestra T ullio Serafin. L’opera ricevette ampio e meritato consenso di pubblico e critica, successivamente replicata con grande successo al Teatro Adriano di Roma, al Petruzzelli di Bari, a Tortona, a Novi Ligure, a Bologna e nel 1913 a Barletta, direttore l’autore medesimo. L’opera Jana entrò in numerosi cartelloni teatrali del primo Novecento, accostata ad altri celebri capolavori del Verismo operistico italiano di Pietro Mascagni (1863–1945) e Ruggero Leoncavallo (1857–1919) nonché divenne autentico cavallo di battaglia di celebri cantanti dell’epoca come Carmen Melis, Emma Carelli, Renzo Minolfi, Giuseppe Taccani. Alla rappresentazione romana di Jana era presente il Granduca Karl Theodor il quale propose a Virgilio di trasferirsi in Germania sotto la sua protezione. In Germania, Virgilio si perfezionò con il celebre compositore Max Reger (1873–1916), intraprendendo una solida carriera di pianista e direttore d’orchestra nonché effettuando numerose tournées dal 1915 al 1925 in Germania, Svizzera, Cecoslovacchia, Austria, Ungheria. Non perse mai i contatti con i suoi parenti; una fitta corrispondenza da Berlino rivela molta nostalgia della sua terra ma anche notevole disappunto per diverse incomprensioni ricevute in Italia.

IL CONCERTO CON CARUSO Stabilitosi a Wiesbaden, intraprese una intensa attività didattica; ebbe numerosi allievi pianisti e cantanti lirici e fu pianista accompagnatore di celebri cantanti come Enrico Caruso (con quest’ultimo effettuò una tournée negli Stati Uniti), Beniamino Gigli, Toti Dal Monte, Boris Christoff, Mariano Stabile. Durante la Seconda Guerra Mondiale rimase in Germania dove la disfatta militare tedesca portò con sé, tra l’altro, gravissimi problemi sociali ai quali si aggiunsero dissesti finanziari personali del musicista. Rimasto praticamente senza sostentamento economico, Virgilio tornò nella sua città natale senza tuttavia ottenere alcun beneficio. Decise quindi di ripartire per la Germania con il sostegno del maestro barlettano Antonio Gallo (1880–1951) che gli consegnò una cospicua somma in denaro. Morì il 27 giugno 1959 a Wiesbaden mentre era intento a comporre l’opera La Morte del Re (rimasta incompiuta), anch ’essa su libretto di Colantuoni.
Alcuni giorni dopo la sua morte, il Comune di Barletta affisse un manifesto commemorativo.
Di Virgilio rimangono diversi lavori sinfonici, pezzi pianistici, Lieder per canto e pianoforte e naturalmente il suo capolavoro: Jana.
Insieme al direttore d’orchestra barlettano Paolo Candido sono riuscito a recuperare pressochè l'intera opera musicale del Virgilio nonchè cospicuo materiale epistolare e fotografico. Abbiamo deciso di costituire il Comitato promotore per il 50esimo anniversario della morte di Renato Virgilio. La sua vita finita nelle ristrettezze economiche e lontano dalla sua città natale ma altresì le sue opere di grande livello e ispirazione creativa ci hanno convinti a ricordare e commemorare questo grande e sfortunato maestro barlettano. Siamo già al lavoro perché venga reso al Virgilio il massimo onore possibile; che non è già quello della semplice commemorazione ma della esecuzione pianistica, cameristica, sinfonica e teatrale dei suoi lavori, il più grande omaggio che possa rendersi a un musicista. Molte istituzioni italiane e tedesche hanno già entusiasticamente aderito al Comitato promotore. Attendiamo fiduciosi un cenno dalle istituzioni comunali; auspichiamo che il nostro lavoro intrapreso su Renato Virgilio riceva la giusta attenzione e, soprattutto, le risorse umane e finanziarie perché l’anniversario del Virgilio non passi inosservato ma si svolga nello spessore artistico–musicale che l’opera di questo illustre concittadino merita.
















