Discorso shock di Nordio da Vespa: «Siamo tutti intercettati»

Il ministro della Giustizia senza filtri nel corso della cena stellata dopo il Forum in Masseria da Vespa. Con lui anche il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi

Mimmo Mazza

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Mimmo Mazza

Lunedì 08 Luglio 2024, 20:17

MANDURIA - Lo chef stellato era solo uno (Paolo Gramaglia) perché il secondo (Carlo Cracco) era volato subito via dopo la cena a quattro mani di venerdì sera e così a fare da mattatore alla cena a pagamento (120 euro a testa) nella masseria di Bruno Vespa di sabato è stato il ministro della Giustizia Carlo Nordio, dinanzi ad un centinaio di persone tra le quali il vicepremier Matteo Salvini e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Nel suo discorso, il cui contenuto è diverso da quello diffuso alla stampa, Nordio ha toccato i principali temi del momento, a partire dall’abuso d’ufficio. Tra le dichiarazioni più forti del ministro spunta il riferimento alle intercettazioni: come mostrano le immagini divulgate in esclusiva dalla Gazzetta del Mezzogiorno, il Guardasigilli ha sostenuto che «siamo tutti intercettati». «Non vogliamo imbavagliare i giornalisti - ha continuato - ma applicare la Costituzione. Pascal diceva che se tutti sapessero quello che noi diciamo degli altri non avremmo un amico. L’articolo 15 della Costituzione dice che la segretezza delle conversazioni, delle comunicazioni è inviolabile, salvo i casi previsti dalla legge, ma è l’eccezione, non la regola. Mentre oggi è diventata la regola e non l’eccezione».

«Penso che la grandissima parte degli amministratori siano contenti e quando sarà approvata questa riforma, apriranno una bottiglia di spumante. Ho proposto l’abrogazione dell’abuso di ufficio - ha spiegato il ministro Nordio - perché i dati in nostro possesso ci dicono che, su circa 5000 procedimenti pendenti, in un anno le condanne si contano sulle dita di una mano, peraltro condanne collegate con reati connessi. È un reato evanescente che serve soltanto a intimidire i pubblici amministratori».

Secondo il ministro, la conseguenza per gli amministratori è che la loro «carriera politica e la vita stessa sono travolte con danni irreparabili alla reputazione» e ciò deriva dall’invio dell’informazione di garanzia che «diventa uno strumento politico di neutralizzazione dell’avversario che non riesce a eliminare attraverso l’ordinaria competizione elettorale».

«La vera riforma rivoluzionaria è quella che riguarda il Csm» con la proposta del «sorteggio, sia per i componenti del Consiglio che per quelli della cosiddetta sezione disciplinare» ha proseguito Nordio, sottolineando che «oggi il Csm è una specie di Parlamento che viene eletto dalle correnti» e quindi - ha semplificato - «il Parlamento italiano sta ai partiti come il Csm sta alle correnti, cioè le correnti sono i partiti all’interno dell’Associazione nazionale magistrati e hanno un potere immenso perché sono loro poi che designano i membri del Csm».

Con «l’Anm che continua a essere autoreferenziale, a parlare bene di se stessa, a dire che tutto questo dipende dall’indipendenza e dall’autonomia della magistratura e non si rende conto che il suo prestigio - ahimè il nostro prestigio, perché io mi ritengo ancora magistrato, semel semper - è crollato». Nordio ha poi ribadito che la separazione delle carriere si farà.

«È scritta nel programma elettorale del centrodestra, quindi c’è un vincolo elettorale. La faremo» anche se «di fatto quasi esiste già, perché la riforma Cartabia ha enormemente limitato i passaggi da una carriera all’altra». 

Nel menù della serata, oltre alla giustizia, un carciofo arrostito su salsa d’alici, fusilloni con crema pasticcera salata, dentice flambè, piccola pancia di maialino e bavarese al cioccolato.

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