La pioggia non ferma i riti. Alle 15, come da tradizione, il portone della chiesa del Carmine di Taranto si è spalancato per lasciar uscire la prima posta dei perdoni. La coppia di confratelli scalza e con il cappuccio calata sul volto si è incamminata verso la città vecchia di Taranto, dove visiterà gli altari della Reposizione.
Le previsioni particolarmente funeste per il pomeriggio di oggi hanno spinto il priore dell’Arciconfraternita del Carmine, Antonello Papalia, ad apportare una piccola modifica al percorso che i «perdoni», le coppie di confratelli scalzi e incappucciati, dovranno seguire nel loro pellegrinaggio ai Sepolcri nella Città vecchia.
Secondo il percorso iniziale, i perdoni, subito dopo aver visitato la chiesa di San Giuseppe in via Garibaldi, avrebbero dovuto raggiungere la Discesa Vasto e poi attraverso la banchina del Canale navigabile entrare nel Castello Aragonese per pregare dinanzi all’Altare della Reposizione allestito nella cappella di San Leonardo, ma a causa delle avverse condizioni metereologiche, le poste si dirigeranno verso Pendio La Riccia - dove si trova la casa natìa del Beato Egidio - e dopo aver attraversato piazza Castello entreranno nella base militare dall’ingresso principale.
Insomma la pioggia scuote, ma non ferma i Riti.
Saranno complessivamente 58 le coppie che a partire dalle 15 di oggi percorreranno, nazzicando, le strade del borgo e della Città vecchia. Saranno 37 quelle che si muoveranno per visitare i sepolcri delle chiese dei Santi Medici, san Cataldo, san Domenico e san Giuseppe e le altre chiese dell'isola. Per il pellegrinaggio di «campagna», le coppie di perdoni che si recheranno nelle chiese del borgo, sono previste 21 poste: oltre a san Francesco da Paola, SS. Crocifisso e san Pasquale anche quest'anno alcune delle coppie di perdoni – dall'11esima alla 17esima – torneranno a pregare nell'ospedale militare.
















