L'evento

«Libertango» incanta Taranto: al Teatro Orfeo un viaggio potente tra Piazzolla, virtuosismo e danza

Redazione online (video Claudio Frascella)

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Il trio Campaner–Pietrodarchi–Carbonare conquista il pubblico tra tecnica impeccabile ed emozione: il tango diventa racconto vivo nella stagione dell’Orchestra Magna Grecia

Al Teatro Orfeo, nella serata di ieri 19 marzo, “Libertango” non è stato semplicemente un concerto, ma un’esperienza immersiva capace di fondere musica, corpo e memoria. Il quattordicesimo appuntamento della stagione dell’Orchestra ICO Magna Grecia ha portato sul palco un progetto che ha saputo tenere insieme rigore esecutivo e tensione emotiva, restituendo tutta la forza evocativa dell’universo di Astor Piazzolla.

Protagonisti assoluti, Gloria Campaner, Mario Stefano Pietrodarchi e Alessandro Carbonare hanno costruito un dialogo sonoro serrato, mai prevedibile. Il pianoforte della Campaner – elegante, lucido, a tratti percussivo – ha guidato l’architettura musicale con una visione chiara, mentre il bandoneon di Pietrodarchi ha rappresentato l’anima pulsante del concerto: viscerale, magnetico, profondamente teatrale. Il clarinetto di Carbonare, invece, si è inserito come voce narrante, capace di sfumature raffinate e improvvise aperture liriche.

Il repertorio, interamente dedicato ai capolavori di Piazzolla – dalle “Quattro Stagioni” a “Oblivion”, fino al celebre “Libertango” – ha attraversato registri emotivi diversi, oscillando tra malinconia e slancio vitale, tra introspezione e ritmo. Non una semplice esecuzione, ma una rilettura intensa, quasi fisica, di un linguaggio musicale che continua a parlare al presente.

A dare ulteriore profondità alla serata, la presenza dei ballerini Chiara Benati e Andrea Vighi, che hanno trasformato il palco in uno spazio narrativo condiviso. La danza non è stata un elemento decorativo, ma parte integrante della drammaturgia: ogni passo, ogni gesto dialogava con la musica, amplificandone tensioni e respiri.

Ciò che ha colpito maggiormente è stata la coesione del trio: nessuna gerarchia rigida, ma un equilibrio dinamico, in cui ogni strumento trovava spazio senza mai sovrastare gli altri. In questo senso, “Libertango” ha incarnato perfettamente il suo titolo: libertà come possibilità di contaminazione, di attraversamento dei generi, di continua reinvenzione.

Il pubblico del Teatro Orfeo ha risposto con attenzione e partecipazione, lasciandosi trasportare in un viaggio sonoro che ha unito Buenos Aires e l’Europa, tradizione e contemporaneità. Un successo pieno, che conferma la qualità della stagione diretta dal maestro Piero Romano e la capacità dell’orchestra di proporre progetti artistici di respiro internazionale.

“Libertango” resta così uno degli appuntamenti più intensi di questa stagione: un concerto che non si limita a essere ascoltato, ma che si vive, fino all’ultima nota.

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