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Il progetto

Vieste, un monumento di luce dopo il lungo tunnel del Covid

Fino al 2 ottobre installazione a cielo aperto di luminarie artistiche

Foggia - Un monumento luminoso invade le strade di Vieste con una magia di luce e colori quale potente simbolo di rinascita e speranza. È l’evento «Luci su Vieste» che vede protagonista assoluta la luminaria, un classico simbolo della tradizione pugliese, reinterpretato da giovani creativi. L'evento è promosso da Rossella Falcone, assessore al turismo del Comune di Vieste e ideato da Elio Colasanto, regista teatrale e attore.

L’antichissima cittadina garganica viene  avvolta da una magia di bagliori. Migliaia di luci sono state installate su ben cento luminarie che illuminano le più importanti vie del centro cittadino. Per cento notti, fino al 2 ottobre, le installazioni artistiche illuminano viale XXIV Maggio, corso Fazzini, viale Marinai d’Italia, piazza V. Emanuele II e altri angoli incantevoli del centro storico di Vieste. «Un evento del genere era impossibile da immaginare fino solo a qualche settimana fa, ma la speranza che tutto potesse ripartire era più forte - commenta  il direttore creativo Elio Colasanto -. Ho fortemente voluto che il tema focale del nostro evento fosse il simbolo delle nostre feste patronali, la luminaria pugliese esportata ovunque nel mondo. Dal momento che tutte le feste patronali sono ferme da ben due anni mi sembrava un messaggio essenziale e doveroso, c’è fermento e tutti abbiamo voglia di ripartire, e la creatività degli artisti coinvolti nel progetto è esplosa dando nuova vita ad un classico della tradizione che va valorizzato prima di tutto in patria, visto che all'estero già ammirano e copiano le nostre opere».

Per l’evento «Luci su Vieste» le luminarie sono state ripensate e disegnate da dieci giovani artisti: Maria Paola d’Amato e Claudia Inglese, Letizia Bagnato, Chiara Ventrella, Veronica Condello, Luca Desiderato, Daniela Colasanto e Asia Consueto, Davide Scassillo e Margherita Valente, che ispirandosi a cento nazioni nel mondo colpite dal Covid hanno ridisegnato e reinterpretato secondo lo stile, l’estro e l’esperienza di ognuno, uno dei simboli più importanti e riconosciuti dell’arte pugliese che rinasce in una nuova veste. Infine, ma non ultimo, un nome di particolare lustro: Matthew Watkins, artista anglo-canadese che ha disegnato la luminaria più grande di tutte, definita dallo stesso artista «UncontainableArt»’, arte senza confini. Poter tornare a credere nella bellezza attraverso la condivisione dell’arte, viverla, sprigionare nuove energie positive aiutando l’uomo a superare il disorientamento e le paure, esattamente il cuore del progetto. Ad ispirare i dieci designer bellezze di luoghi, caratteristiche dei popoli, tradizioni e leggende, profumi e odori, ricordi e immaginazione, la magia del viaggio diventa opera d’arte in nome della rinascita.

«Nell’estate della rinascita siamo felici di ospitare l’evento che ha già in sé la caratteristica della luce, simbolo che è bello pensare anche in senso figurato quale segno di speranza, di nuova vita - sottolinea l’assessore e vice sindaco Rossella Falcone -. In questa prima estate di semi normalità abbiamo il piacere di ospitare un evento che per primo in Italia riporta tra le piazze il simbolo per eccellenza del tempo della festa in Puglia, esportato e amato in tutto il mondo. Le feste patronali sono ripartite in tutta Europa ma non Italia e Vieste, da sempre regina del turismo in Puglia, ha creduto in questo progetto che speriamo possa dare impulso anche alle altre città».

La mostra collettiva è anche un concorso, si potrà votare infatti la luminaria preferita, o tutte, collegandosi al sito www.lucisuvieste.com e votare la propria opera preferita e premiare in maniera simbolica tutta l’umanità che ha saputo riprendersi con forza e tenacia da un evento imprevisto ed ha avuto la forza e la voglia di ricominciare. Il più votato si aggiudicherà il premio «Luci su Vieste».

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