Lunedì 27 Gennaio 2020 | 01:22

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Calcutta a Bari: i Boom Da Bash a sorpresa sul palco, e quel mash-up sulle note di "Oroscopo"

Tra hit da urlare a squarciagola e attacchi ai giornalisti, il cantautore di Latina ha riempito il PalaFlorio

Ci sarebbe più di una ragione per non apprezzare il fenomeno Calcutta, che in qualità di gioiellino di Bomba Dischi è passato in pochi mesi dai palchi dei club a un tour nei palazzetti completamente sold-out, e che ieri sera ha attirato folle di ragazzi e ragazze di tutte le età anche al PalaFlorio di Bari. Una ragione su tutte è l'attacco, gratuito, contro la categoria dei giornalisti: «Non mi interessa quello che pensano, non è né più né meno rispetto a quello che può pensare un'altra persona», benissimo, caro Edoardo (D'Erme, è il suo vero nome), se ce l'hai con qualcuno in particolare, non ti mancano certo i mezzi per andare a dirglielo, senza usare una sterile polemica solo per strappare un applauso, che avresti ricevuto comunque.

Il guaio è che il fenomeno Calcutta si apprezza proprio per questa sua strafottenza, per l'aria da "scappato di casa", con cappellino e la felpa per tutto il concerto, vestito come i suoi fan che hanno la metà dei suoi anni, per la "faccia da schiaffi" di chi si gode il momento e il bagno di folla, e allo stesso tempo sembra chiedersi com'è possibile che sia successo proprio a lui. E poi, cosa fondamentale al giorno d'oggi per la musica italiana, Calcutta sa scrivere. Non ha una grande voce (anche se, bisogna ammetterlo, rispetto agli esordi si sente che ha preso più di qualche lezione di canto), ma compensa con una penna che sta lasciando il segno. Brani che per gli adolescenti di oggi stanno diventando inni, per un'ora e mezzo di musica con tutte le hit del cantautore di Latina, da "Gaetano" a "Frosinone", da "Pesto" a "Paracetamolo" («Lo sai che la Tachipirina 500..», la sanno tutti).

E a metà concerto la sorpresa: sul palco, per cantare "Oroscopo", salgono i salentini Boom Da Bash, che tra pochi giorni saranno al Festival di Sanremo. Il palazzetto si infiamma, sulle note della canzone si canta tranquillamente anche una strofa di "Non ti dico no", il brano con cui la scorsa estate il gruppo ha trionfato in tutte le classifiche insieme a Loredana Berté. Edoardo è tanto acclamato ma timido, non si spinge mai troppo vicino al suo pubblico, e quando i Boom da Bash vanno via, chiede loro insistentemente di salutargli Mr. Ketra (sì, quello di Takagi e Ketra e "Amore e Capoeira"). Dietro di lui, per tutto lo show, la band e un ledwall dove scorrono video e grafiche psichedeliche che cambiano a ogni brano, da uno scroll di Instagram come se il fondo del palco fosse un enorme smartphone, alla clip con Fiorello e Paolo Fox per lanciare "Oroscopo". Tutto molto Mainstream, per citare il nome del secondo album di Calcutta. Ma a uno che negli anni 2010 scrive una perla come "Se piovesse il tuo nome", impreziosita dalla voce di Elisa, e versi come «Volevo solo scomparire in un abbraccio», o «Se dormissi disteso sul tuo lato del letto, io forse sarei te», possiamo perdonare quasi tutto.

(foto LSD Magazine - Rocco Pietrocola)

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