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MIGRAZIONI INVERSE

Cristina, 37 anni, da Laterza a La Spezia e ritorno per fare la «ciabattina»

Ecco la storia di un'imprenditrice artigiana della provincia di Taranto, tra le poche in Puglia, che ha recuperato un mestiere ormai desueto e prevalentemente maschile. Siamo entrati nella sua bottega.

TARANTO - Dalle scarpe di una persona si capiscono tante cose: dove va, cosa fa, dove è stata. Almeno così diceva Tom Hanks in Forrest Gump. E quando invece a parlare sono le scarpe di un calzolaio? Anzi, di una calzolaia? Ecco la storia di Cristina Sannelli, artigiana 37enne di Laterza (TA). Si tratta di una delle pochissime in Puglia, ad aver riesumato un mestiere d'altri tempi: quello dello “scarparo”. Già, perché Cristina nel suo laboratorio "L'Arte del Ciabattino" fa le scarpe proprio come si usava una volta, a mano. Noi l’abbiamo intervistata e le abbiamo chiesto di mostrarci il suo "regno" fatto di aghi, cuoio, macchine da cucire e tanta creatività. Ecco la sua storia.

Tutto inizia nel 2009. Dopo gli studi Cristina ha sempre avuto in testa l'idea di creare una linea di scarpe tutta sua, ma i corsi di modellistica per calzature erano troppo costosi. Così rimasta senza lavoro, passa al piano B e inizia a rimboccarsi le maniche, avvicinandosi al mondo delle riparazioni. Nel 2014, dopo due anni di formazione da un maestro ciabattino di Palagiano, apre la sua bottega, ma dopo 3 anni di attività qualcosa non funziona e decide di chiudere l'attività per riprendere gli studi. Come la maggior parte dei giovani disillusi, abbandona la sua casa e si trasferisce al nord, precisamente a La Spezia, in cerca di una prospettiva migliore. Purtroppo però anche qui le cose non vanno bene. Cristina ritorna così sui suoi passi e grazie anche al sostegno dei suoi clienti più affezionati, nel maggio 2018 riapre il suo laboratorio.

«La mia famiglia mi ha sempre incoraggiata e sostenuta in questo progetto. “L’Arte del Ciabattino” è un’attività che ho avviato con pochissimi risparmi. A pesare di più non sono stati i sacrifici ma il fatto di dover fare i conti con una mentalità abbastanza chiusa nei confronti dell’artigianato femminile perché questo da sempre è un mestiere “maschile”. Poi con l’era di internet e degli acquisti on line, è diventato tutto usa e getta: non si pensa più a riparare una scarpa, a tingerla o a fare altre modifiche. Con il mio lavoro cerco invece di invertire questo trand: infatti la chicca di questa bottega è la tintura a mano di scarpe e borse, una vera innovazione in questo campo così desueto. Sono una delle poche nella provincia di Taranto ad eseguirla». E alla domanda cosa significa per lei la sua attività, Cristina risponde: «”L'Arte del Ciabattino” per me è arte, passione, creatività ma anche rivendicazione di un mestiere antico e caratteristico. Una sorta di spunto di riflessione per i giovani che non devono abbandonare la loro terra, ma anzi devono cercare di arricchirla con coraggio e positività, cercando anche di reinventarsi. Bisogna sempre partire dal basso per poter arrivare in alto – racconta Cristina – ora mi sento più “operaia di me stessa” che imprenditrice, ma sono convinta che suola dopo suola, tacco dopo tacco arriverò, un giorno, alla realizzazione di un marchio tutto mio».

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