Il racconto
GAZZETTA TV Il dono di Papa Francesco all’Ambulatorio Solidale che cura gli «ultimi»: a Martina Franca la sanità nasce dalla solidarietà
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Un ecografo regalato dal Pontefice, oltre 1.500 visite gratuite in un anno e una rete di 56 medici volontari al servizio di chi non riesce a curarsi e resta fuori dal sistema sanitario
C’è un momento, nella storia dell’Ambulatorio Solidale di Martina Franca, che ne racconta più di ogni altro l’anima profonda: la telefonata di Papa Francesco all’alba, per annunciare il dono di un ecografo destinato a chi non poteva permetterselo. Un gesto arrivato dopo una semplice email, che il presidente dell’Ambulatorio, Mario Motolese, definisce senza esitazione frutto della “provvidenza”. «Più si dà e più si riceve: io ho ricominciato a credere nella provvidenza», racconta Motolese. «Quando fai qualcosa per gli altri, accadono cose che non ti aspetti».
Un episodio simbolico che racchiude il senso di una realtà nata dal basso e oggi cresciuta fino a diventare un punto di riferimento per centinaia di persone escluse, o a rischio di esclusione, dal sistema sanitario.
Una sanità che parte dagli ultimi
L’Ambulatorio Solidale di Martina Franca nasce tre anni fa dall’iniziativa di tre medici in pensione, uniti dal desiderio di restituire alla comunità quanto ricevuto nella loro vita professionale. Oggi conta 56 medici volontari, tutti specialisti, e offre visite gratuite a persone con un ISEE inferiore ai 10.000 euro. Solo nell’ultimo anno sono state effettuate oltre 1.500 prestazioni sanitarie gratuite, confermando il ruolo dell’Ambulatorio come presidio immediato per chi non riesce ad accedere alle cure pubbliche in tempi utili.
«Il nostro obiettivo è semplice», spiega Motolese. «Essere un punto di riferimento immediato per chi non ce la fa. Offriamo visite, farmaci e ascolto, poi accompagniamo i pazienti nel percorso istituzionale della ASL. Non vogliamo sostituirci alla sanità pubblica, ma aiutarla nei momenti di difficoltà». Il principio che guida ogni scelta è chiaro e dichiarato: “Prima gli ultimi”.
La nuova sede e il lavoro dei volontari
La nuova sede dell’Ambulatorio, inaugurata ufficialmente nelle scorse settimane, rappresenta un passo importante in questo percorso. Uno spazio reso possibile grazie alla collaborazione con il Comune di Martina Franca e, soprattutto, al lavoro diretto dei medici volontari, che hanno contribuito anche materialmente alla realizzazione degli ambienti. Un luogo dove ogni giorno si incontrano pazienti, medici e volontari, in un clima che mette al centro la dignità della persona prima ancora della prestazione sanitaria. Non solo: a rafforzare questo modello di sanità solidale c'è anche la Farmacia solidale. Un servizio che nasce per offrire gratuitamente farmaci a chi si trova in difficoltà economica e non può permetterseli: possono accedervi persone con un Isee inferiore ai 9mila euro, la stessa fascia già seguita dall’Ambulatorio solidale. I medicinali distribuiti sono quelli non prescrivibili dal Servizio sanitario nazionale e provengono in gran parte dal Banco Farmaceutico.
Nutrizione, prevenzione e ascolto
Accanto alla farmacia e alle visite specialistiche, un ruolo centrale è svolto anche dalla prevenzione e dall’educazione alla salute. In questo ambito opera la Daniela Impedovo, biologa nutrizionista dell’Ambulatorio. Il suo lavoro si inserisce in un approccio più ampio alla cura, che non si limita alla diagnosi ma accompagna il paziente in un percorso di consapevolezza e miglioramento dello stile di vita, soprattutto nei casi di fragilità economica e sociale. L’ascolto, spiegano i professionisti dell’Ambulatorio, è spesso la prima vera terapia per chi arriva dopo mesi o anni di rinunce.
Una rete di solidarietà che cresce
Intorno all’Ambulatorio Solidale si è sviluppata una rete spontanea di sostegno: donazioni di attrezzature, contributi economici, servizi offerti gratuitamente, dalla manutenzione alle pulizie. Un mosaico di piccoli e grandi gesti che, messi insieme, rendono possibile ogni giorno l’attività. In questa storia di solidarietà concreta, il dono di Papa Francesco resta il simbolo più forte di un messaggio che attraversa tutta l’esperienza dell’Ambulatorio: la cura può nascere dalla gratuità. Un esempio concreto di come volontariato e sanità pubblica possano collaborare, garantendo a chi è più fragile il diritto fondamentale alla salute, alla dignità e all’ascolto.