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nella scuola materna

Capurso, schiaffi, violenze e insulti a bambini di 3 anni, arrestate 4 maestre

Comportamenti vessatori e minacce: «Vi portiamo in caserma dai carabinieri e vi facciamo mordere da un cane»

Quattro maestre della scuola materna Montessori di Capurso (Ba) sono finite ai domiciliari per gravi maltrattamenti nei confronti degli alunni, tutti bambini di tre anni. Le quattro donne sono M.L., 52 anni, originaria della provincia di Lecce, M.L., 63 anni, B.N., 47, e V.A., 49, tutte originarie del Barese. I carabinieri hanno accertato che le insegnanti, nel corso dell'anno scolastico 2017/2018, hanno avuto comportamenti violenti e vessatori nei confronti dei piccoli.

Spintoni, strattoni, schiaffi sulle braccia e in viso, bambini trascinati fino a cadere o urtare, e costretti a rimanere con il capo riverso sul banco o in un angolo dell'aula con il volto verso il muro e le mani dietro la schiena, in stato di sottomissione: oltre a tutto questo, le maestre minacciavano i bambini di legarli con la corda, di dar loro le botte, di portarli in caserma dai carabinieri dove un cane avrebbe dato loro un morso. Violenze e mortificazioni, nonché epiteti poco carini: ”monelli, cattivi, scostumati, maleducati, monellaccio di strada, rimbambiti, pappamolli”.

DA 27, I BAMBINI ERANO RIMASTI IN 13 - Le violenze psicologiche e fisiche delle quattro maestre di una scuola materna del barese, arrestate oggi dai carabinieri, sarebbero state quotidiane e avrebbero riguardato almeno 13 bambini, tutti di tre anni, al primo anno di scuola. A quanto si apprende, all’inizio dello scorso anno scolastico, nel settembre 2017, i bambini che frequentavano quella classe erano 27, ma nel corso dei mesi i genitori, preoccupati per comportamenti rilevati nei figli e nelle stesse insegnanti, hanno ritirato molti bambini da quella scuola, facendo loro cambiare plesso e di fatto dimezzando il numero degli alunni.
Le indagini dei Carabinieri sono partite a dicembre 2017, quando già alcuni bambini avevano cambiato scuola, e si sono basate inizialmente su diffuse lamentela giunte ai militari de relato. Hanno quindi convocato alcuni genitori e hanno poi deciso, a marzo 2018, in accordo con il pm barese Marcello Barbanente, di installare microcamere per intercettazioni ambientali che sono proseguite fino a maggio 2018.

TESTOLINE SBATTUTE SUI BANCHI - I bambini, tutti al primo anno della scuola materna, erano costretti a trascorrere buona parte della mattinata in classe seduti al banco con la testa appoggiata sul banco e quando provavano a sollevare il capo, le maestre glielo sbattevano nuovamente con forza sul banco. È uno dei particolari che emergono dalle indagini dei Carabinieri che oggi hanno portato all’arresto, con concessione dei domiciliari, di quattro maestre di una scuola materna del barese. Le maestre erano assunte con contratti di supplenza annuale e in questo nuovo anno scolastico, tre di loro stavano lavorando in altri asili, mentre una continuava ad insegnare nella scuola dove sarebbero avvenuti i maltrattamenti, documentati da intercettazioni audio e video. Stando a quanto accertato dai militari, le maestre minacciavano anche di morte i bambini se non avessero rispettato le rigide regole imposte alla classe.
La misura cautelare è stata eseguita su disposizione del gip del Tribunale di Bari Francesco Agnino.

LEGA: "SI' ALLE TELECAMERE" - «Chi si accanisce contro i bambini e sfoga i propri nervosismi su di loro non dovrebbe mai più lavorare a contatto con i più piccoli. Purtroppo non è la prima volta che si parla di episodi di violenza di questo genere, attendiamo che si concludano tutte le verifiche del caso ma, se saranno accertate le violenze, queste 4 maestre subiranno le conseguenze delle loro azioni. Un deterrente a questi atteggiamenti è sicuramente la videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole d’infanzia, su cui come Lega abbiamo dato parere favorevole sia in Commissione Cultura che in Aula alla Camera. Questo provvedimento ci appare sempre più necessario per prevenire comportamenti violenti di questo genere, come Lega ci auguriamo che venga approvato al più presto nell’interesse dei bambini». Lo dichiarano in una nota Anna Rita Tateo e Rossano Sasso, deputati pugliesi della Lega.

CODACONS: "SUBITO LA VIDEOSORVEGLIANZA" - «L'episodio avvenuto nel barese, dove 4 maestre sono state arrestate con l’accusa di maltrattamenti a danno dei bambini, dimostra ancora una volta l’esigenza di installare telecamere di videosorveglianza in tutte le scuole italiane». Lo afferma il Codacons, che da danni chiede provvedimenti contro le violenze commesse all’interno degli istituti scolastici. "E' l’ennesima dimostrazione di come non ci sia più tempo da perdere, e occorra velocizzare l’iter per approvare il disegno di legge sulla videosorveglianza nelle aule - spiega il presidente Carlo Rienzi - Oramai episodi simili sono quasi quotidiani, e l’unico strumento per impedire atti di violenza è il ricorso alle telecamere, in modo da prevenire abusi di qualsiasi tipo e punire i responsabili di maltrattamenti e illeciti, i quali devono essere allontanati dalle scuole e rispondere penalmente delle proprie azioni».

UNA MAMMA: "BAMBINI SPORCHI E PIENI DI LIVIDI" - «I bambini avevano lividi in testa ed erano in uno stato pietoso, pieni di cacca, pipì e vomito. I bambini non si toccano e ora voglio le scuse dopo che per un anno sono stata derisa». A parlare è la rappresentante di classe della scuola materna nel barese dove sarebbero avvenuti per mesi maltrattamenti su decine di bambini di tre anni da parte di quattro maestre, da questa mattina agli arresti domiciliari. La donna riferisce i racconti delle mamme di alcuni dei bambini vittime delle violenze psicologiche e fisiche, documentate anche da video.
«Mi hanno raccontato di lividi in testa e ora, vedendo i video, abbiamo capito perché visto che gli sbattevano la testa sui banchi. Loro - continua, riferendosi alle presunte maestre violente - si giustificavano dicendo che i bambini erano vivaci e non scolarizzati e che si procuravano i lividi malmenandosi tra di loro, ma non era vero».
È stata lei a denunciare per prima, raccontando i sospetti di abusi prima al sindaco e poi alla preside della scuola, vedendosi «derisa per un anno intero». «All’inizio non c'erano fatti evidenti, - dice - ma una mamma capisce quando qualcosa non va. I bambini non si toccano, anche se non erano i miei figli. Sono arrivata fin qui e non mi arrendo. La devono pagare»

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