Giovedì 22 Gennaio 2026 | 13:06

Premi di produttività: detassazione quasi totale fino a 5.000 euro

Premi di produttività: detassazione quasi totale fino a 5.000 euro

 
Agenzia Adnkronos

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Premi di produttività: detassazione quasi totale fino a 5.000 euro

Con le ultime novità della Manovra 2026, la tassazione dei premi di produttività arriva all’1 per cento: le regole per applicare la flat tax ai bonus riconosciuti ai dipendenti fino a 5.000 euro

Giovedì 22 Gennaio 2026, 11:20

(Adnkronos) - Per il 2026 e il 2027 la tassazione sui premi di produttività e sulle forme di partecipazione agli utili d’impresa è quasi azzerata: la Manovra appena approvata, infatti, ha messo in campo una flat tax dell’1 per cento per le somme erogate ai dipendenti fino a 5.000 euro.

Le novità, che potenziano la detassazione già esistente, rientrano nel pacchetto di misure messo a punto con la Legge di Bilancio 2026 per alleggerire il peso del Fisco sugli stipendi.

Premi di produttività: detassazione potenziata con la Manovra 2026

A regolare la detassazione per i premi di risultato e le forme di partecipazione agli utili è l’articolo 1, commi da 182-189, della L. n. 208 del 2015.

La normativa prevede, nel rispetto di particolari requisiti e procedure, la possibilità di applicare una imposta alternativa all’IRPEF e alle relative addizionali comunali e regionali che risulta più vantaggiosa.

A regime la flat tax per le forme di partecipazione agli utili e per i bonus erogati ai dipendenti per incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione è pari al 10 per cento.

Dopo una prima revisione al ribasso (5 per cento), la Manovra l’ha ulteriormente ridotta all’1 per cento per il 2026 e il 2027, innalzando anche l’importo massimo a cui è applicabile. Il limite, fissato dalla normativa a 3.000 euro, per quest’anno e per il prossimo passa a 5.000 euro.

Come funziona la flat tax sui premi di produttività: requisiti e procedure

Non cambiano, invece, i requisiti da rispettare. La flat tax resta accessibile solo se datori di lavoro e dipendenti rispettano precise condizioni:

● il lavoratore o la lavoratrice non deve aver superato il limite di 80.000 euro di reddito da lavoro dipendente nell’anno precedente;

● i risultati raggiunti alla base del premio devono essere misurabili e verificabili con i criteri definiti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali con il decreto interministeriale del 25 marzo 2016;

● le somme oggetto di detassazione devono essere erogate in esecuzione di contratti aziendali o territoriali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative, da rappresentanze sindacali aziendali o dalla rappresentanza sindacale unitaria, che devono essere regolarmente depositati.

Queste regole, di conseguenza, non si applicano alla generalità dei bonus riconosciuti ai dipendenti. Bisogna distinguere, infatti, il trattamento previsto per i cosiddetti fringe benefitche possono essere riconosciuti anche senza particolari accordi e sono esclusi dalla tassazione fino a 1.000 euro (2.000 euro per chi ha figli o figlie a carico).

In linea con quanto stabilito dalla normativa, la flat tax si applica in via automatica: il dipendente non deve presentare alcuna richiesta. Solo se decide di rinunciare alla tassa piatta, scegliendo di applicare le regole ordinarie, deve comunicarlo in maniera scritta al datore di lavoro.

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