i nodi dell'acciaio

Ex Ilva, trattativa al rush finale. Flacks: «Il nostro piano migliore di quello di Jindal»

L’imprenditore americano sbarca in Italia: «Nulla potrà scalfire la nostra determinazione a rilanciare lo stabilimento, proteggere i posti di lavoro e garantire un futuro solido, sostenibile e rispettoso dei più alti standard ambientali»

Michael Flacks da ieri è in Italia e da oggi spiegherà a vari interlocutori i suoi piani sull’ex Ilva di Taranto. Dopo averi ribadito che «nonostante le turbolenze giudiziarie che continuano ad agitare il dossier dell’ex Ilva di Taranto, Flacks Group conferma la volontà di investire nello stabilimento. Gli ostacoli giudiziari non ci spaventano e non cambiano la nostra visione strategica», il fondo americano intende dimostrare di aver un progetto migliore dell'altro player che concorre all’acquisizione del gruppo, la società siderurgica indiana Jindal International.

«Anche le tensioni legate alla sospensione dell’esercizio della centrale termoelettrica disposta dal sindaco, e il possibile ricorso dei commissari al Tar, - ha ribadito ieri Flacks - non ci intimoriscono: nulla potrà scalfire la nostra determinazione a rilanciare lo stabilimento, proteggere i posti di lavoro e garantire un futuro solido, sostenibile e rispettoso dei più alti standard ambientali per la comunità di Taranto». Il fondo americano spiega che «i migliori manager internazionali da noi coinvolti hanno analizzato ogni dettaglio del progetto e siamo convinti - anche alla luce del business plan già condiviso con i commissari e il governo - che l’ex Ilva possa funzionare pienamente, offrendo garanzie concrete e un futuro di speranza per i cittadini. Vogliamo chiudere un capitolo buio della storia di questa acciaieria: il potenziale c'è, così come il know-how e la competenza necessari per rilanciarla a livelli eccellenti». «Siamo un gruppo internazionale - ha chiarito l’investitore statunitense - con una rete di relazioni commerciali e finanziarie che abbraccia clienti in ogni angolo del mondo. Portare Flacks Group all’ex Ilva non significa soltanto salvare un sito produttivo: significa aprire l’acciaio italiano a mercati globali e dare alla produzione tarantina una proiezione internazionale oggi inesistente».

«Se fino a pochi giorni fa si navigava a vista ora si rischia di procedere al buio». È, intanto, l'allarme lanciato dal presidente di Confindustria Taranto, Salvatore Toma, sugli ultimi sviluppi legati all’ex Ilva. "Questa città si sta trincerando dietro la logica dei No a oltranza senza esprimere però soluzioni di sviluppo concrete e condivise», aggiunge.

«Le vicende relative allo stabilimento siderurgico - prosegue - stanno destando allarme e forte preoccupazione all’interno di Confindustria Taranto: il rischio è una deriva economica ed occupazionale senza ritorno». Toma richiama in particolare l'ordinanza del sindaco di Taranto sulla centrale elettrica, definendola «un ulteriore carico da 90» in un contesto già fragile. Il riferimento è all’ordinanza firmata dal primo cittadino che nei giorni scorsi ha disposto la sospensione dell’esercizio della centrale termoelettrica dell’ex Ilva, gestita da AdI Energia srl in amministrazione straordinaria. Il provvedimento impone lo stop entro 30 giorni «fino alla presentazione del piano di riduzione» delle emissioni, e alla successiva valutazione e approvazione da parte degli enti competenti.

«Pur non trattandosi di un fulmine a ciel sereno - osserva Confindustria - si tratta di un peso aggiuntivo che rende lo stabilimento poco attrattivo per eventuali investitori, proprio mentre si negozia una possibile cessione». «Certo è - conclude Toma - che serve una visione: mentre si pongono restrizioni alle imprese non si creano condizioni per nuova occupazione. Il rischio resta quello della desertificazione industriale».

Il ministero del Lavoro, intanto, ha riconvocato il tavolo sulla cassa integrazione per l’ex Ilva con Acciaierie d’Italia e i sindacati metalmeccanici il 22 aprile 2026, alle 9:30. È quanto si apprende da fonti sindacali. La riunione si terrà in modalità ibrida, sia presso la sede del minisero in via Flavia sia in videoconferenza. L’ultimo incontro sulla proroga di 12 mesi degli ammortizzatori sociali per 4.450 lavoratori di Adi in amministrazione straordinaria è stato il 16 aprile

Privacy Policy Cookie Policy