il caso

Castellaneta, la gara per i lidi bloccata in attesa che decida il Tar. Il sindaco costretto a rispettare la legge

La procedura è partita a marzo 2025 ma non è andata avanti in attesa della decisione dei giudici amministrativi. Che hanno obbligato il Comune a prorogare le concessioni in scadenza

Un anno non è stato sufficiente ad aprire le buste e valutare le offerte per l’assegnazione delle concessioni demaniali. E così il Comune di Castellaneta ha concesso la proroga per un altro anno agli attuali gestori dei lidi della Marina. Ma la narrazione, che nelle scorse settimane ha innescato nuove polemiche a proposito dei «poteri forti» che ostacolano l’apertura alla concorrenza, è in parte contraddetta dai contenuti della delibera adottata la scorsa settimana dalla giunta del sindaco Gianni Di Pippa: quella di congelare le procedure di gara è stata una scelta della commissione, mentre è stato il Tar di Lecce, su ricorso di uno degli imprenditori, a obbligare l’amministrazione comunale a concedere una ulteriore proroga. Insomma: il sindaco non è «stato costretto a cedere» alla lobby dei balneari. È stato più semplicemente costretto a rispettare la legge e le decisioni dei giudici.

A dicembre 2025, pronunciandosi sulla domanda cautelare presentata dai gestori della spiaggia attrezzata dell’«Angolino», i giudici amministrativi hanno infatti riconosciuto che fino alla conclusione del procedimento di gara va applicato quanto previsto dalla legge 118/2022, «dal momento che, a fronte del mancato riconoscimento della facoltà di cui al disposto normativo sopra richiamato, la perdurante permanenza nell’occupazione dell’area in concessione esporrebbe la società ricorrente a potenziali profili di responsabilità anche sotto il profilo penale». Detto in altri termini: se il Comune (che aveva pubblicato il bando nel marzo 2025 prorogando le concessioni fino al 31 dicembre scorso) non riesce a terminare le procedure, la responsabilità non può ricadere sul concessionario uscente.

Al bando sono state presentate 48 domande (18 sui 19 uscenti e 30 nuovi) a fronte di 35 concessioni disponibili (14 sono le nuove spiagge libere con servizi). Castellaneta Marina ha uno dei fronti spiaggia più estesi di Puglia, e non ha il problema - esistente altrove - di non avere spiagge libere: la scelta del sindaco Di Pippa (che sulla prima versione del bando stava per cadere, prima di essere costretto alla marcia indietro) ha quindi valore politico e continua a fare discutere, proprio per la volontà di cambiare tutto. «Una novità assoluta che amplia e diversifica l’offerta balneare», l’ha definita Di Pippa sui social..

Domani i giudici amministrativi salentini (Prima sezione, presidente estensore Pasca) affronteranno nel merito il ricorso dell’«Angolino» (con l’avvocato Danilo Lorenzo di Lecce) e alcuni altri (ne sono stati presentati 19) che chiedono l’annullamento del bando sulla base di una serie di presunte irregolarità. La principale è che il Comune di Castellaneta ha sganciato le concessioni delle spiagge dagli stabilimenti retrostanti, che sono privati: l’idea è di cancellare le rendite di posizione, ma così - dicono gli uscenti - si cancella anche l’obbligo di rimborso degli avviamenti previsto dal bando tipo del ministero delle Infrastrutture. Questo spiega perché dopo l’apertura delle buste a dicembre 2025 si è fermato tutto: i dirigenti comunali aspettano giustamente la decisione del Tar prima di andare avanti con una procedura di gara complessa e non priva di problemi.

Privacy Policy Cookie Policy