I fondi

Progetti industriali a Taranto, 66 proposte per oltre 160 milioni. Decaro: «Ex Ilva? Da crescita ora rischia di bloccare lo sviluppo della città»

Numeri triplicati in un mese per accedere ai finanziamenti del Just Transition Fund

In poche settimane i progetti presentati alla Regione Puglia per investimenti industriali in provincia di Taranto finanziabili con il Just Transition Fund sono quasi triplicati. Gli avvisi per Pia e Minipia del Jtf erano stati pubblicati a luglio 2025, con una dotazione finanziaria rispettivamente di 69 milioni e 37,4 milioni di euro. Fino al 3 marzo erano stati presentati 6 progetti Pia, uno dei quali già approvato, e 17 Minipia. In meno di un mese, i Pia sono diventati 11, per investimenti complessivi pari a oltre 100 milioni di euro; i Minipia sono passati da 17 (per investimenti pari a 9,2 milioni) a 55 (i 38 presentati dal 3 marzo ad oggi hanno un valore di investimento complessivo di circa 57 milioni di euro).

I dati sono stati resi noti dal presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, e dall’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Eugenio Di Sciascio, che oggi hanno partecipato ad incontri nella sede di Confindustria Taranto e poi, nell’aula consiliare di Palazzo di Città, con le associazioni di categoria del territorio.

«Taranto è per noi una priorità dal punto di vista economico, dal punto di vista sociale e culturale - ha detto Decaro - . Questo incremento di progetti presentati a valere sui fondi Jtf é una prima iniezione di fiducia nei confronti di un territorio che ha bisogno di ricominciare a credere nel futuro». L’aumento delle proposte sul territorio di Taranto coincide con la sospensione temporanea dei bandi finanziati con i fondi Fesr-Fse+ 2021-2027, decisa proprio il 3 marzo scorso dalla Giunta regionale per mancanza di risorse sufficienti a finanziare ulteriori progetti. «Oggi, se qualcuno deve investire in Puglia, deve farlo a Taranto» ha detto il governatore nel corso dell’incontro con gli industriali. Nell’occasione Decaro - fa sapere Confindustria in una nota - ha «posto l’accento sulla necessità di capitalizzare tali benefici, rendendosi disponibile, assieme all’assessore Di Sciascio, ad attivare, così come richiesto dal presidente di Confindustria Taranto Salvatore Toma, un tavolo specifico dedicato all’attrazione degli investimenti nel territorio jonico».

E sull'ex Ilva Decaro ha poi aggiunto che «rischia di diventare, da fattore di crescita, elemento di blocco dello sviluppo». Il governatore di Puglia ha quindi sottolineato la «capacità, ancora non del tutto espressa di Taranto e della sua provincia, di riuscire a diventare richiamo di flussi turistici destagionalizzati attraverso una diversa narrazione del territorio». Taranto, ha detto Decaro, «è la provincia che cresce di meno in termini di Pil e malgrado la sua storia millenaria, non riesce a risultare attrattiva come potrebbe. Solo nel momento in cui convincerà se stessa, probabilmente, potrà riuscire a convincere anche gli altri».

Si è parlato in Confindustria Taranto anche di infrastrutture, porto ed aeroporto. Decaro ha evidenziato «come Taranto possa giocare un ruolo strategico nella trasformazione dei prodotti agricoli, sfruttando il porto per lo sviluppo della logistica del freddo. In questa visione integrata, l'aeroporto di Grottaglie potrebbe sviluppare anche una funzione cargo verso i mercati nazionali e internazionali rafforzando la competitività del comparto agroalimentare. Dobbiamo siglare un'alleanza tra istituzioni e imprese», ha affermato Decaro, che ha espresso «la volontà di costruire un percorso condiviso tra istituzioni e imprese». Infine, il presidente di Ance, Vito Messi, ha sollevato i problemi dell'edilizia e le «difficoltà che il comparto sta affrontando a causa dell'impennata dei prezzi ed ai ritardi nelle forniture per effetto dei venti di guerra che interessano le aree di provenienza delle materie prime».

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