giustizia
«Pubblicizzavano polizze su giornali e tv, ma era un raggiro» nel Tarantino: il pm chiede quattro condanne
I 4 imputati coinvolti in una vecchia inchiesta anti-truffa denominata «Five gold days» messa a segno dalla Polizia stradale. Le indagini dopo un incidente mortale a Manduria alla fine del 2012
Sono quattro le richieste di condanna avanzate del pubblico ministero Francesco Sansobrino nei confronti di altrettanti imputati coinvolti in una vecchia inchiesta anti-truffa denominata «Five gold days» messa a segno dalla Polizia stradale. La pena maggiore, a 8 anni e 4 mesi, è stata formulata per Marcello Blasi ritenuto a capo di un’organizzazione che vendeva on line polizze assicurative, soprattutto quelle temporanee: il gruppo pubblicizzava una polizza a soli 100 euro su giornali, tv, cartelloni negli stadi di serie A e persino in occasione delle partite della nazionale italiana. Il pm Sansobrino ha inoltre chiesto la condanna a 3 anni e 6 mesi per Antonio Blasi e Francesco Annicchiarico e infine 3 anni e 4 mesi per Pierpaolo Scatigna.
Le indagini della sezione di polizia giudiziaria della Polstrada partirono dopo un incidente mortale avvenuto a Manduria, nel Tarantino alla fine del 2012. Gli investigatori, guidati all’epoca dal vice questore Giacomo Mazzotta e coordinati dal pm Giovanna Cannarile, nel corso dei rilievi, scoprirono che il veicolo condotto dal responsabile dell’incidente aveva una polizza assicurativa provvisoria fasulla e che quindi non poteva coprire il risarcimento civile. Dopo i controlli sui primi 26 tagliandi falsi, gli inquirenti sono riusciti a risalire all’agenzia di pratiche auto che da Taranto si collegava con uno dei siti di vendita delle polizze. L’organizzazione, molto attiva in tutta Italia, poteva contare su una struttura consolidata, come quella delle vere compagnie di assicurazione. Addirittura era stato attivato un call center con tanto di server e data base per i clienti. Il numero del call center compariva in calce al tagliando e, in caso di controlli, anche alle forze dell’ordine, una voce femminile rispondeva garantendo sulla copertura assicurativa. Che in realtà non esisteva affatto.
La Stradale mise sotto controllo alcuni siti internet, come www.playitalia.it, playitalia.eu, siamosicuri.net, mediabroker e fastbroker e scoprì la rete di venditori ed agenzie di pratiche auto, alcuni consapevoli, altri completamente ignari del raggiro. L’organizzazione inoltre cercava di ampliare la sua offerta e per questo offriva lavoro in tutta Italia attraverso volantini e pubblicità su siti specializzati. Il prodotto di punta erano le polizze assicurative temporanee. L’operazione della polizia stradale, infatti, si chiama «five gold days», perché le polizze vendute in rete avevano la validità per soli 5 giorni. I pagamenti delle polizze avvenivano tramite ricarica di carte prepagate intestate agli indagati.