CRONACHE DA PALAZZO

Martina Franca, undici prescrizioni per il Piano urbanistico

Massimiliano Martucci

La Regione al Comune: ecco gli approfondimenti necessari

Il Comune dovrà approfondire meglio gli aspetti ambientali del nuovo Piano urbanistico generale, prima che questo venga approvato dalla Regione. Arrivano da Bari, infatti, le prime valutazioni del Piano urbanistico generale cittadino, che attende il via libera regionale prima di diventare definitivamente operativo.

Il Dipartimento Ambiente, Paesaggio e Qualità della vita della Regione Puglia ha individuato undici punti sui quali – dal punto di vista di tutela del paesaggio e dell’ambiente – il Comune dovrà fornire ulteriori riscontri, prima di ottenere il definitivo parere positivo. In sostanza, il perimetro del Piano urbanistico è stato mantenuto intatto, ma occorrerà approfondire alcuni aspetti. Primo tra tutti, la Regione ricorda al Comune che l’area di Pozzo Tre Pile è da considerarsi “contesto rurale” e non urbano, come invece è stato classificato dagli estensori del piano, su istanza politica, e per provare a dare una ulteriore, e forse definitiva, chance al progetto di Artemoda, quel consorzio di imprese che ormai oltre trent’anni fa provò a essere protagonista di un accordo di programma con la Regione Puglia. Poi lo stop in seguito a lungaggini burocratiche e cambi di governo.

Secondo il Pug di Palmisano, quel contesto doveva essere di nuovo messo al centro di uno sviluppo economico, salvo però l’altolà regionale che con il parere pubblicato sul bollettino ufficiale ne cassa definitivamente questa possibile evoluzione.

Gli uffici regionali elencano undici prescrizioni al Comune di Martina Franca. Innanzitutto viene più volte richiesta l’individuazione di uno o più set di indicatori attraverso i quali valutare le conseguenze dell’attuazione del piano. Inoltre, si chiede a Palazzo Ducale di adeguare il Pug alla Strategia Regionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (Sracc), che è stata approvata a febbraio 2024, diversi mesi prima, quindi, dall’adozione del piano comunale.

Sul versante della coerenza interna, la Regione rileva che nel Rapporto Ambientale le azioni operative attraverso cui il Piano intende perseguire i propri obiettivi non sono chiaramente individuate. Si chiede, pertanto, di integrarle e di costruire una matrice che le correli agli obiettivi di sostenibilità. Sul fronte della coerenza esterna, il piano dovrà confrontarsi con strumenti finora non considerati, tra cui il Programma d’Azione Nitrati e il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima del Comune (Paesc). Per quanto riguarda la Valutazione di Incidenza Ambientale, la Regione esprime parere favorevole, ma impone al Comune di recepire nelle Norme Tecniche di Attuazione tutte le misure di conservazione previste dai Regolamenti Regionali 28/08 e 6/2016 e dai piani di gestione dei siti della Rete Natura 2000 e della Riserva Naturale Regionale Orientata Bosco delle Pianelle.

Privacy Policy Cookie Policy