la sentenza
Violentò una 16enne nel Tarantino: condannato a 10 anni «l’amico di famiglia»
L'uomo, 55 anni, aveva già finito di scontare in carcere una pena a 10 anni per l’accusa di violenza sessuale nei confronti di un bambino di appena 9 anni
Aveva già finito di scontare in carcere una pena a 10 anni per l’accusa di violenza sessuale nei confronti di un minore - di appena 9 anni - e ora per un tarantino di 55 anni è arrivata un’altra condanna a 10 anni e 6 mesi di reclusione per lo stesso reato. L’accusa in questo ultimo processo, infatti, è di aver abusato sessualmente di una adolescente figlia di una coppia di amici, alcuni anni fa.
A emettere la sentenza di primo grado è stato il collegio presieduto da Paolo Mandurino – a latere i giudici Elio Cicinelli e Luana Loscanna – che ha inoltre stabilito per il 55enne l’interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, curatela e amministrazione di sostegno, oltre che da scuole di ogni ordine e grado e anche dai pubblici uffici, da istituzioni e da strutture pubbliche e private frequentate prevalentemente dai minori. Il collegio ha infine deciso che il danno nei confronti della vittima che si era costituita parte civile attraverso l’avvocato Domenico Cantore dovrà essere quantificato in separata sede. L’uomo rispondeva di violenza sessuale aggravata dall’abuso di autorità e dall’aver agito approfittando della impossibilità della vittima di sottrarsi.
A coordinare l’inchiesta era stato il sostituto procuratore Vittoria Petronella: dalle indagini era emerso che l’imputato avrebbe approfittato della vicinanza ai genitori della minorenne e dopo aver guadagnato la loro fiducia era riuscito così ad avvicinarsi alla 16enne.
Un’amicizia, con i familiari dell’adolescente, che lo aveva messo, secondo la pubblica accusa, nella condizione di agire indisturbato e senza che alcuno potesse temere o sospettare di lui. Stando alla ricostruzione della Procura grazie anche ai racconti della 16enne cristallizzati in sede di indagine, nel dicembre 2023 l’uomo aveva portato la minorenne in un locale di sua proprietà. Quel giorno la vittima aveva acconsentito a seguirlo fidandosi del fatto che il 55enne fosse, come già detto, un amico di famiglia e che conoscesse bene i suoi genitori.
Nulla poteva farle immaginare che da lì a poco quell’uomo l’avrebbe costretta a subire atti sessuali violando la sua innocenza. Incapace di sottrarsi a quella trappola l’adolescente si era ritrovata a essere prigioniera degli istinti predatori del tarantino. Appena entrati nella sua proprietà il 55enne avrebbe infatti sbarrato ogni via di fuga, chiudendo a chiave la porta dall’interno per neutralizzare ogni suo tentativo di scappare. Come successivamente emerso dai racconti della minore sarebbe stato proprio quello lo scenario in cui l’imputato avrebbe portato a compimento l’abuso nelle sue forme più gravi. Come anticipato però, il casellario giudiziale dell’imputato racconta di un altro precedente per violenza sessuale. Abusi messi in atto diversi anni fa (in epoca precedente al 2008) anche nei confronti di un altro minorenne. Quella volta, però, la sua “preda” aveva, come detto, appena nove anni.