task force in Regione
Vestas Italia, stop per un mese al trasferimento da Taranto a Melfi
Dal 3 febbraio, si apriranno tavoli per verificare la disponibilità dei lavoratori al trasferimento in Basilicata e per discutere eventuali incentivi. Per chi rifiutasse l’altra società del gruppo specializzata nella produzione di pale eoliche dovrà dare priorità a questo personale
Una tregua di trenta giorni. Si arresta, almeno temporaneamente, il piano di trasferimento delle attività di service e assistenza di Vestas Italia da Taranto a San Nicola di Melfi (Potenza). La decisione è giunta al termine di un confronto oggi a Bari, nella sede della task force Lavoro della Regione Puglia. All’incontro hanno partecipato i sindacati, i rappresentanti dell’azienda danese del settore eolico, il capo della task force Leo Caroli, l’assessore regionale allo Sviluppo economico Eugenio Di Sciascio e il vicesindaco di Taranto, Mattia Giorno. La mobilitazione dei dipendenti, con 13 giorni di sciopero e quasi 9 di occupazione, ha trovato un primo, parziale punto d’ascolto.
La multinazionale ha accettato di sospendere per un mese l’operazione di trasferimento. Un elemento chiave, sottolineato dai sindacati, è il blocco immediato dello spostamento di materiali: il magazzino di Vestas Italia a Taranto rimarrà intatto, "non si porta via nulla", ha dichiarato Davide Sperti della Uilm. Il percorso negoziale è ora delineato. A partire dal 3 febbraio, si apriranno tavoli per verificare la disponibilità dei lavoratori al trasferimento in Basilicata e per discutere eventuali incentivi. Per chi rifiutasse la rilocazione, è stato stabilito che l’altra società del gruppo presente a Taranto, Vestas Blades (specializzata nella produzione di pale eoliche), dovrà dare priorità nell’ordine di selezione a questo personale. Una garanzia che, come precisato dai sindacati, non equivale automaticamente ad un’assunzione.
I sindacati esprimono un cauto ottimismo. "Si riprende un dialogo", osserva Sperti, riconoscendo il ruolo di mediazione della Regione, ma non nascondendo il disappunto per le mosse aziendali: "Qui più che diritto, è un fatto di slealtà e di mancato rispetto della comunità e dei lavoratori". Posizione simile per Pasquale Caniglia della Fiom Cgil, che parla di un "mezzo passo avanti". "Ci consideriamo soddisfatti a metà – afferma –. I lavoratori chiedevano di non essere trasferiti e l'azienda inizialmente ha chiuso ogni discussione. Ora l’impegno è trovare soluzioni alternative a Taranto, perché non possiamo permetterci di perdere altri posti di lavoro".
L’assessore Di Sciascio ha rimarcato durante l’incontro l’esigenza di preservare investimenti e occupazione in una città come Taranto, gravata da numerose crisi industriali. Da parte sua, Vestas Italia, rappresentata da un legale, ha difeso la propria procedura di trasferimento, considerandola ineccepibile sul piano giuridico. I prossimi giorni saranno cruciali. Le parti attenderanno ora la formalizzazione scritta dell’accordo in un verbale, mentre la pausa di un mese offre un fragile spazio di trattativa per scongiurare l’esodo dei posti di lavoro dalla provincia ionica.