L'iniziativa
Taranto, stop biciclette in via D’Aquino: una petizione contro il divieto
Si tratta di un divieto permanente di circolazione per tutelare la sicurezza dei pedoni che garantisce il corretto utilizzo delle aree pedonali. Eppure sono tante le famiglie residenti a protestare. La multa prevista è di 58 euro
Alberto, otto anni, ha fatto i suoi calcoli. Per andare a scuola in bicicletta, passando in sicurezza da via D’Aquino, dovrà spendere poco più di 17mila euro l’anno. Qualche giorno fa il piccolo tarantino e il suo papà sono stati fermati e informati da due vigili, che per via dell’ordinanza del Comune di Taranto, datata 12 gennaio, è vietata la circolazione di velocipedi come monopattini e biciclette nella zona che comprende via D’Aquino, via Di Palma e Piazza Maria Immacolata. La multa, si è sentito dire il bimbo, è di circa 58 euro.
Si tratta di un divieto permanente di circolazione, per tutelare la sicurezza dei pedoni che garantisce il corretto utilizzo delle aree pedonali. Eppure sono tante le famiglie residenti nel Borgo della città che scelgono di portare i loro figli a scuola con la bicicletta, per non spostare la macchina, o insegnare una mobilità più sostenibile. Al punto che davanti all’istituto Bettolo XXV Luglio sono state installate delle rastrelliere.
Secondo il Comune, insomma, questi piccoli ciclisti dovrebbero percorrere la stretta e trafficata via Anfiteatro o la meno sicura Corso Umberto per andare a scuola. Così è nata una petizione su change.org intitolata “Taranto, il borgo in bici: ruote libere, regole giuste”, che chiede di rimuovere il divieto e non solo. Si chiede il rispetto del limite di velocità per i monopattini e per le biciclette a pedalata assistita, precedenza per i pedoni e soprattutto la creazione di percorsi che garantiscano la sicurezza per la mobilità sostenibile.
«Per il Codice della strada – scrivono nella petizione - solo “in particolari situazioni” i comuni possono introdurre ulteriori restrizioni nelle aree pedonali». Particolari situazioni, che per i promotori della petizione a Taranto non sussistono. Se è vero che esistono città come Ferrara, Roma, Milano e Caserta, dove l’uso della bicicletta è incentivato, ci sono anche città come Bari e Lucca dove il transito delle bici nelle zone Ztl è vietato, ma garantito in sicurezza nelle strade adiacenti. Ma Taranto è una città per ciclisti?
«I cittadini di Taranto – si legge nella petizione - convivono tradizionalmente e tollerano senza proteste le quotidiane violazioni del Codice della strada compiute dalle automobili, quando non si fermano sulle strisce pedonali, parcheggiano in doppia fila o davanti agli scivoli dei marciapiedi o sui marciapiedi, circolano e parcheggiano sulle piste ciclabili, entrano nelle strade che dovrebbero essere chiuse al traffico veicolare per garantire la sicurezza di bambini e genitori all’entrata e all’uscita da scuola. Ma se vedono una bicicletta in area pedonale, anche se rispettosa del Codice della strada, digrignano i denti oppure urlano spaventati, se vedono una bicicletta su strada inveiscono per la sua lentezza e la superano sfrecciando».