il caso
«L'ex sindaco di Statte Franco Andrioli eletto coi voti del clan»
Il giudice Proto: «Tutti erano a conoscenza del supporto ricevuto da Sudoso». L’inchiesta dei finanzieri portò in primo grado a 35 verdetti di colpevolezza
«Le intercettazioni attestano che Andrioli Francesco fu eletto sindaco con i voti procurati dal sodalizio mafioso in favore dei candidati Simeone Marianna e Orlando Ivan, inseriti nella lista Uniti per Statte che faceva parte della coalizione ed era perfettamente a conoscenza del supporto ricevuto dall'entourage di Sudoso Davide». È quanto scrive la giudice Giulia Proto nelle motivazioni della sentenza con la quale ha condannato l'ex primo cittadino di Statte, Franco Andrioli, e i suoi due ex assessori Ivan Orlando e Marianna Simeone a 4 anni 5 mesi di reclusione per voto di scambio politico-mafioso con il gruppo criminale guidato da Davide Sudoso, condannato a 20 di carcere: un verdetto che ha confermato quanto contestato dal pubblico ministero dell'Antimafia, Milto De Nozza, nell'inchiesta denominata «Dominio» condotta dagli investigatori della Guardia di Finanza guidati all’epoca dal colonello Valerio Bovenga.
Nelle 699 pagine che compongono il documento, il magistrato ha confermato che «il condizionamento del voto riguardava una fetta considerevole dell'elettorato di Statte che il Sudoso poteva coinvolgere solo sfruttando il suo carisma criminale in un contesto tipicamente mafioso del quale è inverosimile fossero ignari il sindaco uscente e i candidati Simeone e Orlando, avuto riguardo alle ridotte dimensioni della cittadina e ai numerosi episodi delittuosi che si erano verificati (attentati, pestaggi, incendi)»...