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Armi, fiumi di droga e tentato omicidio al rione Salinella di Taranto: 5 arresti e perquisizioni a raffica, spaccio gestito sui social. TUTTI I NOMI

Francesco Casula

Tra gli indagati figure note del panorama criminale locale come Viktor Rizzo, Massimiliano Salamina e i fratelli Daniele e Vincenzo Leone. L’obiettivo era acquisire telefoni e dispositivi

“Vai e sparali a tutti e due!”. È l’ordine impartito da Nico Salamina, capo di un gruppo criminale del rione Salinella di Taranto, mentre era detenuto in una cella del carcere ionico: ad accogliere quella direttiva, secondo l’Antimafia di Lecce, è stato Antonio De Mitri che insieme a Francesco Alex Colella e Riccardo De Pace avrebbe dovuto uccidere Sean Perelli e di Umberto De Pane, uomini del clan Appeso che ogni mese ritiravano la somma di 7mila euro come prezzo per autorizzare il gruppo di Salamina a spacciare nel quartiere.

Una sottomissione che evidentemente Salamina non ha mai tollerato soprattutto quando, a causa della sua detenzione, le redini del gruppo sono state prese dal fratellastro Viktor Rizzo. E così il 29 agosto scorso ha impartito gli ordini: “non si deve più versare più nulla al clan Appeso” e “si deve procedere – si legge negli atti dell’inchiesta - ad eliminare fisicamente i due esattori”. E così dopo aver reperito le armi, il mezzo e giubbetti antiproiettili, Colella e De Pace hanno individuato il punto in cui si trovava Sean Perelli: un agguato sventato solo grazie all’intervento die finanzieri che, avendo ascoltato le intercettazioni, aveva inviato numerose pattuglie nella zone al punto da convincere gli indagati e non dare seguito a quei progetti criminali.
Quei delitti, caratterizzati dalle modalità mafiose perché secondo quanto ricostruito dal pubblico ministero Milto De Nozza, avrebbe dovuto consentire al clan Salamina di compiere un importante salto di qualità nel quadro criminale ionico: quei due atti avrebbero così dovuto “punire l'affronto già patito” per aver pagato il pizzo e ottenere l’autorizzazione allo spaccio.

Questa mattina i finanzieri hanno arrestato su ordine del gip di Lecce cinque persone: oltre al mandante Salamina, all’organizzatore De Mitri e agli esecutori materiali Colella e De Pace, in cella è finito anche Cosimo De Lauro accusato di aver fornito le armi.
Contemporaneamente le fiamme gialle hanno eseguito un raffica di perquisizione nei confronti di 19 indagati tra questi altri nomi di spicco nel panorama tarantino Viktor Rizzo e i fratelli Daniele e Vincenzo Leone.
Le perquisizioni in corso da parte delle fiamme gialle si sono rese necessarie per acquisire telefoni e dispositivi con i quali i membri dell’associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di stupefacenti potrebbero avviato una sorta di piazza di spaccio virtuale attraverso piattaforme con Whatsapp e Telegram

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